Qualcuno, che non era presente il 30 giugno all’ultimo Collegio dei Docenti dell’Istituto “Don Milani” di Ferrara (e anche qualcuno che c’era ma non ha sentito bene), mi ha chiesto di provare a scrivere le cose che ho detto ieri nel brevissimo discorso fatto a due mesi dalla mia pensione.
Provo a farlo pubblicamente, anche se non sarò preciso, perché ciò mi offre la possibilità di estendere il mio augurio a tutte le colleghe ed i colleghi insegnanti, soprattutto a quelli che sono da poco nella scuola.
Qualcuno penserà che lo faccia per presunzione, per esibizionismo, per megalomania… ognuno è libero di pensarla come vuole ma io credo, ormai da molti anni, che il mestiere dell’insegnante vada raccontato, riferito, spiegato sia per condividerlo con altri ma anche per far capire la bellezza di questo lavoro.
In ogni modo… “ho tante cose ancor da raccontar per chi vuole ascoltare e a c**o tutto il resto” (cfr. Francesco Guccini “L’avvelenata”).
Comunque la pensiate, buona lettura.

Sono entrato nella scuola che avevo cinque anni e ne esco adesso che ne ho 67… chissà, forse sono stato promosso più per anzianità che per merito.
Io, però, in questa sede non voglio usare il mio tempo per ricordi o per ringraziamenti ma preferisco usarlo per un augurio.
Nel marzo scorso, Papa Francesco concludeva così il suo discorso rivolto ai cooperanti: “Andate avanti, coraggio! Siate creativi, siate poeti!”.
È un augurio di una bellezza inarrivabile che desidero sia conosciuto, diffuso e praticato.
Nel mio piccolo, mi piace inoltrarvi questo messaggio stupendo provando a tradurlo a modo mio per il contesto in cui siamo.
Non mi sento nelle condizioni di insegnare qualcosa a qualcuno ma voglio augurare a voi, soprattutto alle colleghe e ai colleghi giovani, di essere un po’ diverse cose: auguro di essere un PO…ETI, anche un PO…STINI, soprattutto un PO…LIEDRICI, e, quando serve, perfino un PO…LEMICI.
Provo a spiegarmi meglio…
Cercate di essere POETI per educare alla bellezza in un mondo che è così pieno di brutture.
Siate POSTINI per aver cura delle relazioni e delle comunicazioni fra bambini e bambine, fra adulti e bambini e fra insegnanti e genitori.
Sforzatevi di essere POLIEDRICI per insegnare con metodi diversi e per accogliere i vari modi di essere e di apprendere dei bambini e delle bambine.
Infine, quando serve, provate anche ad essere POLEMICI in senso costruttivo cioè immaginando e progettando proposte alternative che abbiano al centro la persona e la sua comunità.
Vi auguro queste poche cose, a mio modo di vedere essenziali nella scuola di oggi, affinché possiate provare a rendere passato remoto questo presente imperfetto e contribuiate alla creazione di un futuro semplice a misura di bambino e di bambina, di uomo e di donna.
Tenete botta!

P.S. Il disegno che mi ritrae mentre scatto fotografie ad un concerto del duo “NonSoChi” lo ha fatto una bimba della classe quarta; mentre il ritratto sopra lo ha disegnato un bimbo della classe quinta. L’immagine di copertina l’ha disegnata 5 anni fa una bambina dell’allora classe prima.