Dopo aver chiesto ai bambini e alle bambine della classe quinta di scrivere liberamente cosa pensano di noi adulti, e cosa sentono che gli adulti pensano di loro, mi sembrava opportuno che cominciassero ad occuparsi di loro stessi ed iniziassero anche loro “a guardarsi allo specchio”.
Ho chiesto quindi di scrivere un testo intitolato: “Cosa penso di me?”
Anche questa volta l’accordo con loro è stato quello di non ricopiare i testi in bella copia perché non siano riconducibili all’autore o all’autrice, ma che siano spediti ai loro genitori e siano diffusi in modo che possano essere letti.
Questi scritti possono essere l’inizio di un lavoro su loro stessi, sul rispetto, sulla gentilezza, sulla coerenza, sui conflitti fra loro, sul senso di responsabilità e sull’appartenenza ad una comunità.
La prossima tappa sarà quella di coinvolgere i loro genitori, in un modo già concordato con i bambini e le bambine, ma che non anticipo per non “bruciare” la sorpresa. Credo sia importante condividere questi loro scritti perché, se da una parte hanno il limite di essere pensieri di bambini e bambine di 10 anni, dall’altra hanno il vantaggio di essere pensieri spontanei.
Naturalmente tutto ciò che è scritto non può essere generalizzato ma credo sia importante, per noi adulti, scoprire i loro pensieri che, nel bene e nel male, sono rivelatori di un mondo che dovremo avere la pazienza ed il coraggio di ascoltare meglio per educare in maniera consapevole.
Quelli di seguito sono i loro testi; comunque la pensiate buona lettura.
Io penso che sono troppo dura con me e alcune volte mi piace fare la vittima; però sono anche molto gentile e altruista. Con me c’è un problema: quando mi arrabbio, mi arrabbio veramente quindi è molto difficile farmi calmare. Sono molto timida e sono anche molto sensibile come sentimenti.
Tengo molto alle persone che amo: i miei genitori, i miei parenti, la mia amica.
Io penso che a volte mi comporto male, non ascolto, sono fastidioso e non sempre faccio quello che mi chiedono gli altri. A volte però penso di essere bravo e anche simpatico, come quando faccio dei regali. Io mi arrabbio in fretta quando mi prendono in giro. Non posso essere un bravo amico. A volte però mi vengono delle belle idee per delle cose da fare, come ad esempio “Il club del libro”, dove ognuno crea il proprio libriccino.
Io penso di essere una brava bambina però quando faccio arrabbiare mi sgridano e hanno ragione. Io a scuola mi sento brava anche nelle materie. Sono molto introversa con gli adulti però con i bambini no; faccio amicizia subito con quelli che mi stanno simpatici invece quelli che non mi stanno simpatici non mi devono neanche parlare. Io alla fine mi sento brava sia con gli adulti che con i bambini che mi stanno simpatici.
Io penso di me stessa che sono abbastanza brava a scuola. Penso che sono una via di mezzo cioè certe volte sono brava, altre no. A casa mia mi comporto bene, aiuto in casa, ascolto, capisco quando ho sbagliato.
Invece fuori, aiuto le persone e sono gentile. Io penso che certe volte non servo agli altri però ora ho trovato amiche con cui posso scherzare, sorridere e piangere, quindi sto bene.
Io di me penso che sono un bravo bambino perché faccio sempre sorridere i miei amici. Mi comporto bene. Alcune volte faccio arrabbiare i miei genitori perché faccio delle cose che non vanno bene però le faccio lo stesso perché mi piacciono. Io sono bravo e aiuto le persone quando ne hanno bisogno, sono anche gentile, molto divertente e anche un po’ intelligente.
Io mi piaccio così come sono e non vorrei mai cambiare.
A volte mi sento sottovalutata per lo sport che faccio e per il taglio di capelli che ho. A volte mi tratto male e altre volte non riesco a capirmi. Mi sento molto presa in giro a scuola per essere la più piccola; anche io a volte prendo in giro gli altri ma poi penso a come sto io quando me lo fanno a me e ci rimango male. Io sono molto empatica e spesso quando tratto male gli altri ci ripenso e ci rimango molto male. A volte mi sento come se fossi giudicata da tutti i miei compagni.
Penso di essere una bambina a cui piace giocare; a volte mi arrabbio molto ma, per me, dentro ho anche delle cose più importanti. Mi sento una bambina molto ammirata perché tutti vogliono giocare con me. Mi sento una bambina con tanti sentimenti e tante emozioni. Spesso ho paura di qualche cosa però ho scoperto che le paure le affronto difficilmente ma ci riesco.
Mi sento una bambina gioiosa e felice ma quando mi arrabbio scopro cose che non sapevo; ad esempio, quando mi arrabbio uso molto spesso le mani. Adesso ho capito che per discutere bisogna usare le parole che sono dentro di noi.
Io sono divertente perché quando sono a letto con mio fratello giochiamo ed io lo faccio ridere. Io sono brutta perché ho delle croste in testa che mi stacco sempre e quindi tutti mi prendono in giro. Mi sento stupida perché alcune volte faccio delle cose che non devo fare, come fare la sciocca, picchiare mio fratello o prenderlo in giro senza ascoltarlo.
Io penso che a scuola e a casa mi comporto bene ma quando a casa mi sgridano per delle cose non valide mi arrabbio molto perché alcune cose non sono vere.
A scuola invece è quasi la stessa cosa perché alcune volte si arrabbiano per delle cose non gravi, altre volte sì. A volte, quando mi arrabbio non si vede perché mi arrabbio dentro di me.
Io penso che sono bravo a fare alcune cose, per esempio a scrivere libri.
Sono anche intelligente perché conosco bandiere e Stati che qualcuno non conosce. Sono responsabile perché sono il più grande di tutti i bambini della scuola ma dentro mi sento un bambino piccolo perché piango per cose piccole oppure mi arrabbio e poi piango per delle piccole cose. Tornando alle cose che mi riescono bene, sono bravo a costruire delle cose con la carta come scatole, dadi e bandiere tridimensionali; sono anche bravo a disegnare i fumetti.
Io sono altruista, amichevole, creativa, alcune volte un po’ pettegola.
In coppia con i miei amici lavoro meglio perché ci aiutiamo a vicenda, ci confrontiamo e collaboriamo. Invece in coppia con quelli che mi stanno antipatici lavoro male perché non ci aiutiamo, non collaboriamo e non ci confrontiamo. In gruppo mi trovo bene perché lavoro bene, confrontiamo le nostre idee poi le scriviamo e correggiamo gli errori. Mi sento bene anche da sola; quando c’è silenzio mi sento tranquilla. A volte mi arrabbio senza senso, altre volte con il senso. I miei genitori molte volte hanno ragione, altre no.
Io, quando loro hanno ragione, mi arrabbio un po’.
A scuola sono tranquilla tranne alcune volte quando parlo troppo.
A casa sono creativa e tranquilla (disegno molto).
Per me, io alcune volte sono molto brava, altre no.
Alcune volte, penso di essere sia capita dai miei genitori, altre volte proprio no. Certe volte li faccio arrabbiare per motivi sciocchi, altre volte invece sono i miei genitori che mi rendono grata perché dicono di dare un esempio a mio fratello.
Quando mio fratello mi fa arrabbiare e se ne accorgono, incolpano me così tanto per incolpare ed io non posso neanche dire la mia idea. Una volta questo mi faceva arrabbiare, invece adesso che mio fratello comincia a crescere si deve prendere le sue responsabilità.
Quando mi sgridano mi arrabbio e, se la rabbia incomincia a bollire, me la devo prendere con qualcuno.
Insomma io sono fatta così.
Penso di essere scortese gentile e arrabbiata con i miei genitori, però con le zie, i cugini, le nonne ed i nonni credo di essere gentile. Di mio, penso di essere gentile con gli altri.
Io penso di essere un bambino che non si comporta spesso male e penso di essere un po’ intelligente. Sono un po’ chiacchierone ma sono anche bravo nelle materie scolastiche. A volte, quando i miei genitori vogliono avere ragione, urlano l’un l’altro e io gli dico: “Basta!” e poi corro in salotto.
Penso di fare la cosa giusta.
Io penso di essere un bambino che fa amicizia molto velocemente. Infatti sono un bambino molto estroverso. A volte, senza accorgermene, divento scontroso e quando mi arrabbio voglio sempre avere ragione e voglio essere ascoltato. Nei confronti degli altri mi comporto sempre bene e cerco di rispettare chi mi sta attorno. A scuola cerco sempre di comportarmi bene, anche quando i maestri diventano severi.
Secondo me, io sono molto fantasioso, invento dei libri e mi piace giocare con i più piccoli. A casa delle volte mi arrabbio con i miei genitori ma il più delle volte li ascolto. A scuola sono molto silenzioso, anche se delle volte faccio il birichino perché non ascolto e faccio di testa mia.
Con i miei amici sono tranquillo e non mi arrabbio quasi mai.
Secondo me, quando gioco con i miei videogiochi rispondo in modo più sgarbato perché mi isolo dagli altri. Comunque, secondo me, rispetto alle regole.
Io penso di me stesso che alcune volte sono cattivo quando faccio quello che mi pare e urlo ma altre volte posso essere molto bravo quando ascolto gli adulti e non faccio lo sciocco. Riesco a far bene i compiti se mi concentro ma se mi distraggo oppure chiacchiero, sbaglio gli esercizi. I miei genitori mi vogliono tantissimo bene quando faccio il bravo ma se mi comporto male i miei genitori si arrabbiano.
Io penso di essere buono perché cerco sempre di aiutare e se qualcuno sta male lo rassicuro. Però alcune volte incomincio a infastidire gli altri.
Io sono un tipo molto vendicativo. Anche se a volte divento dispettoso, cercherò di essere sempre molto buono. A casa invece sono affettuoso perché saluto sempre mia mamma e quando torna dal lavoro aiuto a sistemare i vestiti. Certe volte sono stressato dai compiti o da qualcos’altro e divento cattivo: incomincio a rispondere male. Quando faccio così mia mamma mi sgrida e allora non lo faccio più.
Io sono molto empatico e ci metto poco a diventare amico di persone che non conosco. Sono molto irascibile quando le cose non vanno nel modo che preferisco, però la maggior parte delle volte i miei compagni hanno belle idee quindi non mi arrabbio. Sono molto permaloso soprattutto quando mi fanno scherzi poco piacevoli o mi prendono in giro. Qualche volta mi comporto male perché non mi va bene qualcosa oppure quando faccio lo sciocco. Io faccio molto ridere, alcune volte anche in momenti inopportuni.
Anche se non mi piace studiare, mi impegno sempre al massimo per prendere buoni voti. Per me sono un bravo bambino.
Io non ascolto sempre i miei genitori perché a volte sono certo di avere ragione quindi faccio comunque quello che stavo facendo; altre volte, invece, gli do retta e smetto di farlo. Credo di essere molto pigro perché a casa voglio rimanere seduto sul divano a guardare la TV.
Io penso che qualche volta possa dare fastidio agli altri. Non ho un carattere facile anzi per niente. Ho molti amici ma tanti di questi non sono affidabili quindi in realtà non ne ho tanti; non so se sia colpa mia o loro.
Io a scuola sono un bambino bravino forse parlo troppo, ma se mi impegno posso essere bravo. Sono molto difficile da comprendere perché posso essere scorbutico o noioso quindi mi ci è voluto un po’ di tempo per avere gli amici che ho, per capirci e comprenderci. Molte volte incolpo i miri genitori, per esempio quando litighiamo, perché per me ho sempre ragione io; ma non posso negare che molte volte è colpa mia anche se non voglio confessarlo.
Io penso che noi non dobbiamo rispondere male agli adulti e anche ai maestri. Prima di tutto dobbiamo imparare a rispettare gli adulti ma anche i bambini; non dobbiamo neanche litigare. Noi bambini dobbiamo imparare a stare al mondo vuol dire che dobbiamo sapere cos’è l’educazione, non dobbiamo farci spiegare le cose e dopo dimenticarle.
Credo che dobbiamo rispettare tutti, sia per come sono ma anche per il loro carattere. Io non mi comporto sempre come ho scritto ma alcune volte sono educato con i miei amici.
Io penso che i miei amici mi sopravvalutino perché pensano che io sia fortissimo a calcio ma in realtà devo ancora migliorare e conoscere molte cose per essere forte. Certe volte mi sottovalutano anche perché dicono che sono troppo basso per fare certe cose e che non riuscirò mai a farle.
Penso che alcune volte gli adulti mi sgridano inutilmente ma diverse volte hanno ragione, soprattutto quando faccio il pagliaccio. Io quando faccio cose dove si può vincere, punto solo a quello e non voglio mai perdere.
Alcuni bambini hanno la mentalità vincente e ad altri importa solo di divertirsi. Io sono fra i primi.
Io penso che non ascolto sempre gli adulti perché penso che le loro scelte non siano giuste per me. Altre volte li ascolto perché sono d’accordo con loro e ho le loro stesse idee. Delle volte li ascolto anche se le loro idee non mi convincono. Io mi sento utile.
Io penso di essere maleducato con i miei genitori perché li tratto male e li picchio. Non mi piace dare le mie cose agli altri; sono egoista.
A me non piace studiare infatti quando mio papà mi dice: “Vai a studiare”, io gli rispondo urlando: “Uffa, ma non ho voglia” e poi litighiamo. Penso di essere un fannullone e poi mi arrabbio facilmente. Penso che quando voglio, sono bravo e ho molta fantasia dentro di me. Sono un rompiscatole infatti richiamo ogni secondo mia mamma e non la lascio mai in pace. Sono un tipo maleducato perché quando vado dai miei nonni, mi dico nella mente: “Che due palle, sono a casa dei nonni, non ne avevo voglia!” e lo dico perché appena entra in casa mia nonna mi riempie di bacini.
