Riguardando questi alberi, disegnati dai bambini e dalle bambine della mia classe quando facevano la prima elementare, mi sono accorto di come non sia poi così difficile lavorare con i bambini per aiutarli a superare gli stereotipi visivi nei loro disegni.
Di solito se si chiede ad un bambino di disegnare una casa, un albero, una montagna, essi non riproducono la realtà ma riportano il frutto della loro mente e questo, di solito, si conclude con disegni molto simili fra loro, non rispondenti alla realtà.
È sufficiente portarli fuori ad osservare per aiutarli a vedere le differenze e a capire la complessità.
La sintesi che ne faranno sarà comunque personale ma la visione stereotipata verrà superata da un prodotto originale, frutto dell’osservazione diretta e della propria capacità di rappresentarla.
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Ripensando al modo di ragionare di certi adulti mi sono accorto di come non sia poi così facile aiutarli a superare gli stereotipi culturali che certi giornali o televisioni impongono.
Di solito se si chiede a certi adulti di discutere su temi complessi, come quello delle differenze, dell’accoglienza o della pace, essi non parlano della realtà ma riportano il frutto di ciò che ha scritto il tal giornale o ha detto il tal politico e questo, di solito, si conclude con pensieri molto simili fra loro, non rispondenti alla realtà.
Non è sufficiente portarli fuori ad osservare per aiutarli a vedere le differenze e a capire la complessità.
La sintesi che ne faranno sarà comunque impersonale e la visione stereotipata verrà confermata da un prodotto standardizzato, frutto della rappresentazione che di quel ragionamento ha fatto quel tal politico o quel tal giornale.
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Tutto ciò ha cause diverse ma io continuo a pensare che una scuola buona sia la risposta giusta per la grave crisi di educazione che stiamo vivendo nel nostro Paese.
Solo una scuola che educhi all’osservazione, al fare, all’impegno, alla cooperazione e allo spirito critico può aiutare le varie individualità a diventare collettività nel rispetto delle identità di ciascuno.
Solo la scuola della Costituzione può aiutarci ad immaginare un futuro migliore.
Solo insegnanti che non si rassegnino a questo presente imperfetto possono darci la speranza che certi stereotipi, vecchi e brutti, potranno essere superati da “tipi stereo”, cioè da cittadini del mondo che sappiano ragionare usando la propria testa, vedere e sentire con i propri sensi ed empatizzare sintonizzando la propria anima a quella degli altri.
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