A volte mi domando: sto educando o sto domando?
Vado a scuola e insegno o sono a scuola in sogno?
In classe bisogna stare distanti o vivere gli istanti?
Mentre valuto con i distinti controllo i miei istinti?
Mi preoccupo solo degli ottimi o anche degli attimi?
Oltre a salutare i bambini, li so anche valutare?
Spiego le potenze ma posso capire le loro impotenze?
Se siamo tutti diversi, che senso ha fare dei versi (1)?
Devo educare a sentire o insegnare a mentire?
Se non ho un po’ di classe posso stare in una classe?
Ma soprattutto…
Se io sono a scuola da anni posso fare danni?

Comunque la pensiate, buon anno scolastico a chi insegna e non si rassegna.

(1) = dalle mie parti l’espressione “fare dei versi” vuol dire anche “fare delle urla”, “gridare”.