È da tempo che anche in Emilia-Romagna la richiesta di Autonomia Differenziata è nel programma e nella storia politica del governo regionale e della sua maggioranza.
Il presidente Bonaccini infatti, insieme ai presidenti delle regioni Veneto e Lombardia, nel 2019 ha firmato delle pre-intese che ora rischiano di diventare vere e proprie intese perché il governo Meloni ha presentato il DDL Calderoli che, nell’art. 10 conferma le pre-intese siglate nel 2019 con le tre Regioni capofila (Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna) che riguardano sanità, scuola, ambiente, lavoro, trasporti.
Vale la pena ricordare che l’autonomia differenziata, così cara alla Lega, viene proposta come decentramento amministrativo per ridurre la burocrazia ma, in realtà, dà alle regioni il potere di legislazione esclusiva su materie importantissime.
In tal modo si rischia di avere un’Italia spezzettata in cui le Regioni si organizzano come meglio credono, anche in maniera diversa fra di loro.
Di conseguenza, è facile immaginare la fine dei contratti nazionali sostituiti pian piano da contratti regionali con tutele più deboli, diversi salari, diritti al ribasso e forze sindacali territoriali meno incisive.
È evidente pensare a politiche ambientali scollegate da regione a regione con le già sperimentate conseguenze drammatiche su bonifiche, cementificazioni, inquinamento di acque, suolo e aria.
È chiaro che si avranno cure adeguate solo in funzione della propria residenza; in pratica ci si potrà curare meglio nelle regioni più ricche.
Le lauree e le specializzazioni regionali offrirebbero risorse umane a chi potrà pagarsele, aumentando i disastri di una migrazione sanitaria permanente.
È sicuro che avremmo 20 sistemi scolastici diversi con contratti, ruoli, organici programmi di studio, formazione del personale del personale, valutazione e regole dei finanziamenti alle scuole private diversi. Sarà la fine del valore legale del titolo di studio.
Tutto ciò sarebbe la rottura dell’unità della Repubblica, lesa dalle regioni che si presenterebbero come singoli enti autonomi.
Il “Comitato contro ogni forma di Autonomia Differenziata Emilia Romagna”, ha proposto una Legge di Iniziativa Popolare per contrastare la decisione regionale di firmare le pre-intese.
In questo modo i cittadini potranno esprimersi direttamente su questo argomento che appare così lontano dalla vita quotidiana ma che invece la coinvolge direttamente.
Anche a Ferrara raccoglieremo firme contro ogni forma di autonomia differenziata e per chiedere che l’Emilia Romagna ritiri le pre-intese, differenziandosi da Veneto e Lombardia.
Sabato 16 settembre dalle 9 alle 12,30 vi aspettiamo in via Garibaldi (angolo Librerie Feltrinelli).

Di seguito il Comunicato stampa del Comitato No Autonomia Differenziata Emilia Romagna

Il Comitato NO Autonomia Differenziata Emilia Romagna invita i cittadini a recarsi, sabato 16 settembre, nelle principali piazze delle province dell’Emilia Romagna a firmare la proposta di Legge d’Iniziativa Popolare (LIP) per il ritiro delle pre-intese siglate nel 2019, dal Presidente Bonaccini su mandato della sua Giunta, con il governo e che potrebbero diventare definitive grazie all’art.10 del DDL Calderoli, in stato avanzato di approvazione.
È necessario che l’Assemblea Legislativa Regionale ritiri le deleghe per rafforzare e sostenere in modo concreto ed istituzionale, l’opposizione al progetto eversivo leghista che vanificherebbe i valori costituzionali e avvierebbe di fatto, un pericoloso processo d’indipendenza delle regioni ricche del Nord Italia.
Il nostro obiettivo è raccogliere le 5.000 firme necessarie utilizzando l’occasione per diffondere la conoscenza delle gravi ricadute economiche, ambientali e di democrazia politica sul mondo del lavoro, della cittadinanza e dei Comuni della Autonomia Regionale Differenziata.
Firmare la nostra Legge d’Iniziativa Popolare regionale E-R è un atto di coerenza anche da chi dichiara contrarietà al DDL Calderoli, nel PD come nella sua maggioranza politica regionale, ma evita di parlarne e di chiedere il ritiro al presidente Bonaccini le deleghe del 2019.
È giunto il momento di farlo ed evitare, smascherando ipocrisie della maggioranza di governo di questa regione, che si giustifichi il suo mantenimento spacciando come importanti, le differenze tra la proposta Bonaccini e quella della Lega, quando la realtà è ben differente.
Se il Presidente della nostra regione, ritiene che i cittadini siano concordi al suo progetto di Autonomia Differenziata nonostante non abbia nulla a che fare con il regionalismo sancito dalla nostra Costituzione, perché allora non indice un referendum consultivo come ha fatto il Veneto e la Lombardia?
Riteniamo non perdonabile il doppio giochismo di chi oggi si pronuncia contro il DDL Calderoli e permette che lo stesso prosegua nel suo iter parlamentare.
Il tempo è ora: firmiamo e facciamo firmate insieme ora in difesa della Costituzione e per contrastare il progetto indipendentista delle regioni del Nord del nostro paese!

Comitato regionale Emilia-Romagna contro ogni autonomia differenziata