Mi piace il blues e mi sono accorto che molti brani iniziano con la frase “I woke up this morning” (Mi sono svegliato stamattina…) che assomiglia tanto a “Una mattina mi son svegliato” nella versione di “Bella ciao” dei partigiani e anche a “Alla mattina appena alzata” prima strofa di “O bella ciao” nella versione delle mondine.
Mi piace questa relazione e credo che, nonostante la differenza fra i diversi contesti in cui sono nati il blues, i canti di lavoro e le canzoni partigiane, la parola che può fare da denominatore comune sia proprio “resistenza”.
Venerdì scorso, a scuola con i bambini e le bambine della classe seconda, abbiamo ascoltato diverse versioni di “Bella Ciao” (di Giovanna Marini, del Gruppo Popolare dell’Oltrepo Pavese, dei Gufi, dei New Cristy Minstrels, di Giorgio Gaber, dei Modena City Ramblers, degli Yo Yo Mundi, dei Talco, della Banda Bassotti, di Goran Bregovic e due versioni in inglese: di Tom Waits e degli Chumbawamba).
La maggior parte di loro conosceva già “Bella ciao”, altri no.
Prima di cantarla insieme [1], ho spiegato chi erano i partigiani. Qualcuno lo sapeva già, altri no.
Appena finito, un bambino della classe mi ha chiesto di ripetere perché non aveva capito bene chi fossero gli “artigiani”, confondendo la parola “partigiani” con “artigiani”.
È stato un bellissimo errore che mi ha permesso di rispiegare che un artigiano è chi esercita un’attività per produrre dei beni tramite il proprio lavoro manuale mentre il partigiano è chi parteggia cioè chi si schiera, chi sceglie di stare da una parte.
Ne è nata comunque una nuova definizione, generata dall’errore di quel bambino, che dice che il partigiano è un artigiano che, grazie al suo lavoro, ha creato un bene comune che si chiama: libertà.
P.S. L’immagine di apertura che ho scelto per questo post è la copertina del fascicolo “Il racconto del partigiano” insieme ad un disegno e una foto di un incontro speciale.
Nel 1975 alla scuola di Cocomaro di Cona i bambini e le bambine ebbero la fortuna di incontrare Ilio Bosi, partigiano e deputato dell’Assemblea Costituente, nato a Ferrara il  4 ottobre 1903.
Per chi fosse interessato, qui si può scaricare la pubblicazione, realizzata con il ciclostile, dopo la sua visita a scuola: Il racconto del partigiano – Scuola di Cocomaro di Cona 1975.

[1] con la mascherina.