Ieri pomeriggio, nel cortile della scuola…
Bambino: “Maestro Mauro, abbiamo trovato un uccello morto. Possiamo fare una tombola?
Io: “Oh, mi dispiace tanto per l’uccello. Non ho capito però cosa vorreste fare?
Bambino: “Vogliamo fare una tombola solo per lui così può continuare a sognare in pace.”
Io: ”Ma certo che gliela potete fare, anzi mi sembra una bella idea“.

Come si fa a correggere i bambini e a dirgli che si dice “tomba” e non “tombola” quando è bellissimo ascoltarli in momenti di poesia così unici?
La correzione viene dopo, in un altro momento, al momento giusto.
Capisco però che sarebbe opportuno, almeno prima di Natale, spiegare che giocare a “tombola”,  per quanto possa non essere divertentissimo, non è comunque da considerarsi un momento funebre.

P.S. Nella foto di apertura, e in quella seguente, la “tombola” di rametti, foglie, terra e piume di altri uccelli che i bambini e le bambine hanno fatto per l’uccello che hanno trovato morto ieri nel cortile della scuola.