Ci sono politici che dichiarano: “Ridiamo un senso alla scuola” ma non sanno quale perché non conoscono la scuola.
Ci sono onorevoli che assicurano: “Ridiamo fiducia al nostro Paese” ma sono i primi a non averne nei confronti dei giovani.
Ci sono parlamentari che dicono: “Ridiamo l’Italia agli italiani” ma del nostro Paese non gli importa niente perché vogliono farsi la loro Padania”.
Ci sono senatori che sostengono: “Ridiamo forza all’economia” ma vogliono solo che lo Stato regali molti altri soldi a certi loro amici industriali.
Ci sono deputati che affermano: “Ridiamo un futuro ai giovani” ma, nei fatti, glielo hanno già rubato votando leggi sulla precarietà a vita.
Ci sono parlamentari che asseriscono: “Ridiamo valore alla Costituzione” ma, in realtà, vorrebbe modificarla per fare i loro interessi.
Ci sono uomini di governo che ribadiscono: “Ridiamo coerenza alla politica” ma sono quelli che mettono la fiducia tutte le volte che gli fa comodo e non riescono a metterla per far approvare lo ius soli.
In sintesi, la parola chiave per noi è: “RIDIAMO“.
Tutti questi politici hanno un bel da dire e da “RIDIRE” a loro difesa ma, a me, tutte queste cose che dicono e che hanno a che fare con il “RIDARE”, fan venire proprio da “RIDERE” e sicuramente me ne ricorderò il prossimo 4 marzo.
Comunque non gli crediate più, buone risate.