Il 20 dicembre scorso, Estense.Com dava questa notizia: “Via Hitler”. Sfregio nazista a due passi dal ghetto. La scritta comparsa in Voltapaletto, parallela al quartiere ebraico“.
Nel testo di Elisa Fornasini si legge: “Un pezzo di storia che caratterizza la nostra città, che una mano anonima ha deciso di imbrattare senza vergogna.”
Il 21 dicembre, Il Resto del Carlino titolava: “Via Hitler, la scritta spregevole nel ghetto”.
Nel testo di Stefano Lolli si legge: “Per ora, non resta che pulire il marmo. Perché la coscienza dell’autore, invece, è sicuramente marchiata nel profondo.”
Sempre il 21 dicembre il segretario della CGIL Ferrara condannava il gesto: “Ferrara è stata nuovamente colpita da un atto ignobile, vergognoso, codardo e pertanto indubbiamente di stampo fascista”. 
Nell’intervento di Cristiano Zagatti si legge: “E che l’insegna di Via Voltapaletto torni ad essere tale”.
Il 22 dicembre, sulla mia pagina Facebook io avevo commentato la vicenda in maniera ironica, giocando con le parole, come mi piace fare: “Se chi ha scritto VIA HITLER su un blocco di pietra a due passi dal ghetto di Ferrara abitasse in VIA DOTTO conoscerebbe la storia e non avrebbe scritto una cosa simile.
Se questo soggetto misterioso soggiornasse in VIA VAI non avrebbe trovato il tempo di scrivere questa porcheria.
Se lo strano tipo dimorasse in VIA REGGIO penserebbe soprattutto a divertirsi per carnevale.
Se il nero personaggio vivesse in VIA CARD probabilmente si sarebbe occupato del problema del traffico.
Se questo provocatore risiedesse in VIA KAL forse non avrebbe addosso queste ostinate incrostazioni nazifasciste.
Qualunque sia il suo luogo di residenza, sarebbe bene se quelle scritte le tirasse VIA SUBITO.
Rileggendo e mettendo insieme alcune parti dei vari articoli, si legge: “Una mano anonima ha deciso di imbrattare senza vergogna. Non resta che pulire il marmo e che l’insegna di Via Voltapaletto torni ad essere tale”.
Questo mi ha fatto pensare che chi ha compiuto un gesto simile non avrebbe mai avuto l’umiltà e l’intelligenza di pentirsi e di pulire le sue schifezze; perciò ho deciso di non starmene a commentare e basta. 

Oggi, 24 dicembre, ritrovando la stessa scritta provocatoria ho deciso di fare qualcosa che ho riassunto per iscritto su Facebook: “Stamattina sono passato con la bicicletta in via Voltapaletto ed ho visto di nuovo quella brutta scritta (“Via Hitler”) che qualcuno ha fatto su una pietra nel muro all’angolo con via Suore (a pochi passi dalla zona del ghetto). Ero stanco di vederla e, visto che è scritta con un pennarello nero indelebile, ho cambiato i miei programmi e sono andato a comprare uno straccio, una spugna, dell’alcool e dell’acqua. Ho appoggiato cappotto e giacca sulla bici e ho provato a cancellarla. Il risultato ottenuto dopo mezz’ora di “olio di gomito” non è professionalmente soddisfacente ma almeno la scritta “Via Hitler” non si noterà più come prima. L’odore dell’alcool è già andato via; spero che il cattivo odore di chi ha fatto quei cattivi pensieri se ne vada presto.”
Quello che voglia dire è che, facendo un po’ di pulizia, anche il nero più ostinato può scivolare di nuovo nelle fogne da dove è venuto.