Demetrio Presini è stato un importantissimo burattinaio bolognese.
Portiamo lo stesso cognome perché lui era il cugino di mio nonno.
Oggi, 20 dicembre 2017, ricorre il quindicesimo anniversario della sua scomparsa ed io, nel mio piccolo, vorrei ricordarlo diffondendo un articolo di Gian Paolo Borghi [1], pubblicato sul numero 63/2003 della rivista “Il Cantastorie”, un’intervista del 2009 al suo erede Riccardo Pazzaglia ed alcune fotografie che gli scattai alla Fiera campionaria di Bologna molti anni fa.
Demetrio, detto “Nino”, grazie al suo esempio, alla sua costanza, alla sua dedizione, non solo è riuscito a difendere la sua arte in tempi difficili (visto l’avvento della televisione) ma ha saputo affascinare le nuove generazioni di bambini con la sua incredibile creatività ed il suo stile allegro e coinvolgente.
La sua determinazione gli ha permesso di avere una sede stabile in pieno centro fino al 1989; la sua lungimiranza lo ha spinto a registrare una serie di musicassette per documentare i suoi spettacoli e lasciare a disposizione una memoria storica fondamentale; la sua straordinaria passione vive ancor oggi nei pochi bravi burattinai rimasti.
Sabato 20 novembre 2010 a Bologna, gli è stato intitolato uno spazio in Piazza Trento Trieste, dove si svolgevano gli spettacoli estivi dei burattini, che da allora si chiama Largo Demetrio Presini.
Comunque vi divertiate con le teste di legno, buona lettura.

Il 20 dicembre 2002 è scomparso, a Bologna, Demetrio “Nino” Presini, figura di spicco del teatro tradizionale dei burattini emiliano e bolognese in particolare. Nato nella città petroniana nel 1918, fin da giovanissimo si era appassionato all’arte burattinesca seguendo professionalmente le orme dello zio Gualtiero Mandrioli (1900-1974), con il quale aveva collaborato dal 1950 al 1956. Con Romano Danielli (sostituito nel 1962 da Umberto Malaguti, noto artista a fine carriera) e Sara Sarti aveva fondato nel 1957 la Compagnia La Risata che, dal 1974, comprendeva anche il figlio Patrizio. Per molti anni aveva alternato l’attività teatrale stabile di piazza con quella itinerante in vari centri emiliano-romagnoli. Da un trentennio era tuttavia raramente propenso ad abbandonare la “sua” città, nella quale ha “aiutato a crescere” (come spesso amava ripetere) diverse generazioni di bambini. Tra i suoi principali spazi teatrali all’aperto sono da ricordare Piazza Trento e Trieste, Piazza 8 Agosto, Porta d’Azeglio e il centralissimo Portico del Palazzo del Podestà. Alla meta degli anni ’70 aveva ottenuto dal Comune un locale in Piazza Re Enzo-angolo via Ugo Bassi per allestirvi il suo Teatrein di Burattein (Teatrino dei Burattini), unica sede stabile bolognese.

Dopo la chiusura di questa struttura comunale, nel 1990, si era prima trasferito al Circolo dei Dipendenti dell’Azienda Trasporti Consorziali (Via S. Felice, 11) e, in seguito, al Centro Ricreativo Edmondo Dall’Olio (Vicolo Paglietta, 15). Bravo intagliatore di burattini, le sue mute sono state utilizzate da diversi altri artisti, tra i quali i ferraresi Nevio Borghetti (1921-1980) e Giuseppe Simoni (1923-1997). Scrisse di lui Alessandro Cervellati nella sua fondamentale opera Burattini e Burattinai bolognesi (Fagiolino & C.) nel 1974:
“debuttò con l’amico Angelo Viti, (È) giovanissimo, verso il 1930, quando cioè la direttrice della scuola (…) gli permise di presentare spettacoli ai suoi compagni di scuola. Iniziò la professione nel 1950 nella piazzetta di S. Giuseppe insieme allo zio Gualtiero Mandrioli. In seguito Presini organizzò una sua compagnia (“La Risata” di Nino Presini) e debuttò in Piazza VIII agosto. Attualmente dà spettacoli nella stagione estiva lungo le mura d’Azeglio avendo per compagni (Umberto) Malaguti e la signorina Sara Sarti. È un ottimo Sganapino e un non meno lodevole artigiano che intaglia i suoi burattini e dipinge le scene” (p. 272).

Il suo Teatrein di Burattein aveva quale protagonista la maschera di Sganapino, da lui magistralmente interpretata, con Fagiolino – salvo poche eccezioni – comprimario. Non si trattò, in ogni caso, di una vera e propria “rivoluzione”, in quanto anche in anni precedenti; altri artisti (Pilade Zini (1886-1952, ad esempio) avevano già variato in tal senso la tradizione bolognese anteponendo Sganapino a Fagiolino.
Nel 1991 a “Nino” Presini era stato assegnato il Premio Nazionale Campogalliani d’Oro, promosso dalla Fiera Millenaria di Gonzaga (Mantova) e riservato ai migliori burattinai tradizionali. Ricordiamo alcuni copioni rappresentati da La Risata in questi ultimi anni: Sganapino poeta e governatore, Farse ridicole, Fagiolino e Sganapino burattinai, I due anelli magici, Farse tradizionali, Le 99 disgrazie di Fagiolino, L’avventura di Fagiolino e Sganapino, Fagiolino medico per forza, Farse per la famiglia, Le avventure di Sganapino. Aveva inciso molte musicassette con commedie e farse che distribuiva nel corso degli spettacoli. Si era ritirato dall’attività artistica nel 2001. II Comune di Bologna, in quello stesso anno, gli aveva meritatamente concesso il premio Turrita d’Argento alla carriera. L’eredità artistica del “suo” Sganapino è stata raccolta dal giovane allievo bolognese Riccardo Pazzaglia, da qualche anno impegnato con una propria compagnia “I burattini di Riccardo”.
LE MUSICASETTE DEL TEATRO DEI BURATTINI BOLOGNESI

In una collana di nove musicassette (etichetta 2000 Records), Demetrio “Nino” Presini ha realizzato negli anni 80, una importante documentazione sonora del teatro dei burattini bolognesi. In campo discografico è quasi nulla la presenza di brani del teatro dei burattini, delle marionette e dei pupi. La prima musicassetta propone un testo, liberamente tratto da un antico canovaccio da Franco Cristofori, “Fagiolino barbiere dei morti”, e si avvale della recitazione oltre che di Presini, di altri importanti burattinai bolognesi: Febo Vignoli, Romano Danielli e Sara Sarti. In seguito Presini ha realizzato altre musicassette, insieme al figlio Patrizio e a Sara Sarti. Questo l’elenco completo.
TB/1 Fagiolino barbiere dei morti – (parte 1 e 2) Canta Sganapino (canzone)
TB/2 Le farse tradizionali – Sganapino innamorato (farsa) Polverina polverina (canzone). Sganapino bastonato (farsa) Canta Sganapino (canzone)
TB/3 Le farse tradizionali – Un matrimonio lampo (farsa) Canta si canta no (farsa) La Marianna (canzone tradizionale) Canta Sganapino (canzone) Serenata sfortunata (farsa)
La carta moschicida (canzone tradizionale) La Pulonia (canzone tradizionale)
TB/4 Le farse tradizionali – Carlo V (commedia in due atti) La raza bulgnaisa (canzone) Sabato e domenica (farsa) Malizioso (canzone) Canta Sganapino (canzone)
TB/5 La Strega Morgana – Parte 1 e 2 Canta Sganapino (canzone)
TB/6 La sepolta quasi viva – Parte 1 e 2 Principessa (canzone) Canta Sganapino (canzone)
TB/7 I due Balanzoni – Parte 1 e 2 Canta Sganapino (canzone)
TB/8 Le farse tradizionali – Prigione si, prigione no (farsa) Sganapino a scuola guida (farsa) La corrida (canzone)
TB/9 Sganapino di Ruschi e Bruschi – Parte 1 e 2 E vissero felici (ballata)
Gian Paolo Borghi
“C’ERA UNA VOLTA PRESINI” intervista a Riccardo Pazzaglia
P.S. Clicca sulle foto per ingrandirle
[1] Già responsabile del Centro di Documentazione Storica del Comune di Ferrara, consulente scientifico per strutture museali e archivistiche di natura etnoantropologica che ci ha aiutati a pubblicare la ricerca che abbiamo fatto a scuola sulle filastrocche per fare la conta.