Said-ChaibiSaid Chaibi è uno dei volti della nuova Treviso. La città che dopo un ventennio leghista ha detto addio a Giancarlo Gentilini ed è finita anche sul Guardian per la decisione di dare la cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati, definita dal quotidiano britannico “un gesto di speranza per gli immigrati”.
Chaibi ha 23 anni, è figlio di immigrati marocchini ed è stato eletto consigliere comunale nelle liste di Sel.
Vogliamo tornare a far vivere la nostra città. Cacceremo via per sempre quella nebbia verde che per troppo tempo ci ha offuscato la vista” disse a Stranieriinitalia.it dopo la sua elezione.

Comprensibile che ai leghisti non veda molto a genio. E, soprattutto durante la campagna elettorale, Gentilini e i suoi non gli hanno risparmiato attacchi anche molto duri.
A Ostiglia, comune del mantovano a oltre cento chilometri da Treviso, hanno però abbondantemente passato il segno, come dimostra un post pubblicato sulla pagina Facebook della sezione locale del Carroccio.
Tutto sembra nascere da un articolo pubblicato sul sito Vox News. Si intitola “Treviso: Corano e prove di burqa alle bambine italiane”, ma in realtà racconta, con molte distorsioni, di un corso di lingua e cultura araba attivato in una scuola elementare della città veneta. Di seguito l’articolo originale.
lega-nord-razzisti1TREVISO – I bambini vanno indottrinati da subito. E così, nella nuova Treviso del marocchino consigliere comunale, all’Istituto Coletti si insegnerà l’arabo, non solo la lingua, ma anche tradizioni, cultura, religione e cibo. Questo per ‘integrare’ gli italiani nella nuova realtà.
Il corso inizierà la seconda settimana di ottobre e durerà per tutto l’anno scolastico, durante il quale i bambini italiani verranno indottrinati alla nuova cultura dominante. Verrà loro insegnato il Corano, che il maiale è un animale impuro, e alle bambine impartite lezioni sul ruolo della donna nella società islamica, comprese prove di ‘burqa’.
Il tutto pagato dal governo del Marocco, che investe così nella colonizzazione del Nordest.
La sezione Lega Nord di Ostiglia condivide il link, e aggiunge un commento dedicato al consigliere: “…questa merda di marocchino va dissolto”. Sotto, una decina di commenti, alcuni dei quali altrettanto terrificanti.
Per Giacomo Consiglio va “sgozzato come fanno loro giustamente con i cristiani a casa loro”, e Mirko Fassa chiosa: “un taglio netto alla gola”.

Roberto Maroni non può più fare finta di nulla di fronte alle offese rivolte a Said Chaibi, giovane consigliere di Treviso, cui va la nostra più totale solidarietà. I commenti lanciati sul web da parte dei militanti della Lega ci fanno rabbrividire e purtroppo dimostrano ciò che abbiamo sempre sostenuto, e cioè che la Lega Nord non può dirsi assolta dall’accusa di fomentare l’odio e il razzismo in Italia” denuncia Khalid Chaouki, deputato e responsabile Nuovi Italiani per il PD.
Il partito di Maroni prenda una posizione netta e inequivocabile di condanna – aggiunge Chaouki – e ci risparmi queste odiose aggressioni verbali che rimandano ai periodi più bui della storia d’Europa. L’Italia di oggi è plurale, se ne facciano una ragione”.
Queste invece le dichiarazione di Marco Furfaro, responsabile Immigrazione di Sinistra Ecologia e Libertà: “È la Lega Nord. Un partito della Repubblica a cui si permette di fare e di dire quello che vuole, che semina odio e violenza. 
Per loro Said va “dissolto”. Dove e come lo lasciano decidere ai commenti dei loro sostenitori. C’è chi propone “un taglio netto alla gola”, chi vuole cacciarlo “a calci nei coglioni”, chi vuole “castrarlo vivo quel maiale”.
E ce n’è per tutti: in altri post Vendola viene definito un “sodomita”, la Ministra Kyenge una “stronza” e una “faccia di merda”.
Non è una variabile impazzita della Lega Nord. È la Lega Nord. E dobbiamo combatterla con tutti i nostri mezzi, contrapponendo alla violenza la civiltà e al silenzio la denuncia. Noi siamo con Said, l’Italia migliore sta con Said.
Qualsiasi commento apparirebbe superfluo ma, condividendo le parole di Marco Furfaro, aggiungo soltanto un piccolo pezzo di un bel libro… mi dispiace per qualcuno ma l’autore non è padano, non viene dal Nord, non è nato sotto il tricolore ma ha imparato, suo malgrado, a fare “MonViso a cattiva sorte“.
“Il razzismo esiste ovunque vivano gli uomini. Il razzismo è nell’uomo. Si è sempre lo straniero di qualcuno.
Imparare a vivere insieme, è questo il modo di lottare contro il razzismo.
Bisogna combattere il razzismo perché il razzista è nello stesso tempo un pericolo per gli altri e una vittima di se stesso. È in errore e non lo sa o non vuole saperlo. Ci vuole coraggio per riconoscere i propri errori. Non è facile ammettere di aver sbagliato e criticare se stessi.
Il razzista è prigioniero delle sue contraddizioni e non ne vuole venire fuori. Quando uno riesce a uscire dalle sue contraddizioni, va verso la libertà. Ma il razzista non vuole la libertà. Ne ha paura. Come ha paura della differenza. L’unica sua libertà che ama è quella che gli consente di fare qualsiasi cosa, di giudicare gli altri e di permettersi di disprezzarli per il solo fatto di essere diversi.”
Brano tratto da “Il razzismo spiegato a mia figlia” di Tahar Ben Jalloun

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Alcune parti di questo testo sono tratte dal sito StranieriInItalia.it