BarberKeatonForse gli anni, forse i capelli invisibili mi hanno insegnato che se un governo effettua tagli alle spese della cosiddetta “casta” non è detto che voglia davvero razionalizzare le spese.
Riassumo in breve quel che penso:

a) se è un governo di cambiamento, taglierà in maniera lineare ciò che è superfluo per dimostrare ai cittadini la reale volontà di modificare l’esistente andando verso una maggiore equità;
b) se invece è un governo di mantenimento dello status quo, taglierà in maniera frastagliata solo parte di ciò che è superfluo per distrarre l’attenzione dei cittadini da altri provvedimenti iniqui.
Forse i capelli invisibili, forse l’età potrebbero anche avermi insegnato male oppure io potrei non aver imparato bene ma, se provo a mettere insieme alcuni pezzi, l’ipotesi B ne esce accreditata.
barbershopB come Brunetta che ha chiesto al Presidente della Repubblica una sorta di grazia per il suo presidente, B come Berlusconi che aspetta la benedizione del Presidente Napolitano sul suo salvacondotto, B come Blocco dei contratti della pubblica amministrazione, B come Barbiere del Parlamento che guadagna molto, B come Basta alle pensioni d’oro.
Il governo del Presidente del Consiglio Letta (Enrico del PD e non Gianni del PDL) ha recentemente adottato tre provvedimenti  che hanno come slogan:Maggiore efficienza e riduzione dei privilegi“.
I tre provvedimenti sono:

1) riduzione del 25% delle auto blu che passeranno da 60 a 44;
2) dimezzamento dei voli e possibilità di cedere 3 dei 10 aerei di Stato, con un risparmio di 50 milioni di euro da destinare alla flotta antincendio della Protezione Civile;
3) razionalizzazione sui rimborsi delle spese per il personale in missione.
Molto bene, viene da pensare, sono segnali interessanti.
Ma io, che ho scelto come suoneria del telefono cellulare I can’t get no satisfaction, non riesco a provare così tanta soddisfazione.
Qualche esempio per dimostrarlo.
Cost-of-LivingEsempio 1. Qualche giorno fa nel cosiddetto decreto del fare, è stato prorogato il Blocco della Contrattazione relativa al pubblico impiego per la parte economica, nonostante fosse ferma da quattro anni: in pratica, per il personale della scuola e per i pubblici dipendenti, non ci sono stati aumenti e non ce ne saranno per altri due anni ma nemmeno ci saranno adeguamenti salariali al costo della vita, che continua naturalmente a trottare più veloce di Varenne (nel senso del famoso cavallo da corsa nato nell’allevamento di Zenzalino e non della Rue de Varenne dove ha sede l’ambasciata italiana a Parigi).
Non vorrei essere scambiato per un sindacalista ma, in tempo di crisi, qualche bel “sacrificio” comincerei a chiederlo anche agli evasori.
Esempio 2. Qualche giorno fa sono stati pubblicati gli stipendi dei 1.494 dipendenti della Camera: lo stipendio più alto è quello del segretario generale che, al momento dell’assunzione dell’incarico era pagato 406.399,02 euro, seguito a poco più di 100mila euro di distanza dai suoi due vice, a quota 304.847,29 euro.
La parte dedicata agli “operatori tecnici” è interessante perché vi si legge che un barbiere, un centralinista, un elettricista o un falegname hanno una retribuzione d’ingresso di 30.351,39 euro, ma possono guadagnare oltre 50mila euro dopo 10 anni, oltre 89mila dopo il 20° anno, oltre 121mila dopo il 30° anno, oltre 127mila dopo il 35°, per volare sopra i 136mila euro dopo il 40° anno di attività.
Gli stipendi hanno inoltre aumenti biennali del 2,5 per cento (i loro sì, i nostri no).
Vedi tabelle: camera-retribuzioni; camera-dipendenti.
Non vorrei essere scambiato per un qualunquista ma, in tempo di crisi, qualche bel “sacrificio” comincerei a chiederlo anche a questi lavoratori.
vignetta-vauroEsempio 3. Qualche giorno fa l’INPS ha reso noto i dati delle cosiddette pensioni d’oro. Il pensionato più ricco percepisce 91.337 euro al mese, pari a più di 3.000 euro al giorno.
Il secondo posto ed il terzo posto sono occupati da pensioni di 66.436 euro al mese. Nella classifica dei primi dieci chi percepisce meno prende comunque sopra i 41mila euro.
Per la cronaca, 1 italiano su 5 (soprav)vive con una pensione minima.
Non vorrei essere scambiato per un estremista ma, in tempo di crisi, qualche bel “sacrificio” comincerei a chiederlo anche a questi pensionati.
Esempio 4. Qualche mese fa, a causa dei tagli ai finanziamenti, gli aerei CL-415 sono stati dimezzati: da 33 a 14, più 5 a rotazione in manutenzione.
Per la cronaca i CL-415, meglio noti come Canadair, sono gli aerei che si usano per spegnere gli incendi.
Sono quelli che si dovrebbero comprare con i risparmi dovuti al dimezzamento dei voli di Stato.

In pratica la logica è: ieri abbiamo tagliato sui Canadair, oggi riduciamo gli aerei di Stato, domani compreremo nuovi Canadair.
Intanto gli incendi boschivi non conoscono né l’economia creativa e neanche i tempi dei verbi!
Non vorrei essere scambiato per un idealista ma, in tempo di crisi, qualche bel “sacrificio” comincerei a chiederlo anche a chi saccheggia il territorio.
Esempio 5. C’è chi, a gran voce o tacendo, sta chiedendo al Presidente della Repubblica l’agibilità politica per un ex Presidente del Consiglio condannato in via definitiva.
Agibilità politica“???
Per agibilità si intende una certificazione che viene rilasciata quando un edificio rispetta tutti i requisiti di legge necessari per garantire alle persone di vivere in tutta sicurezza e in pieno comfort nei locali.
Agibilità politica“??? Le parole sono importanti e quando se ne usa una, stravolgendone il contesto di riferimento, o si è dei poeti o dei creativi oppure si sta tentando di confondere l’opinione pubblica con un’operazione di dubbia legalità a cui assegnare un nome nuovo per farla sembrare meno indecente.
Non vorrei essere scambiato per giustizialista ma, in tempo di crisi, qualche bel “sacrificio” comincerei a chiederlo anche a chi è condannato in via definitiva.
Insomma sarà per i capelli invisibili o per il timore di nuovi tagli che mi viene in mente la pubblicità di un barbiere di Edmonton in Canada.
Universal_Barber_Shop_Short_ibelieveinadv
Il suo slogan dice: “Ci sono solo due modi per tagliare (i capelli): corto e più corto“.
Sarà per i capelli invisibili, per il timore di tagli sempre più decisi, perché ho accreditato la sopraccitata ipotesi B, per il ricordo della disponibilità offerta dall’attuale premier al premier del governo precedente (la cui parola d’ordine era spending review), che mi immagino i barbieri-factotum delle larghe intese tagliare in maniera incoerente ma usare sempre una buona precisione verso i soliti settori: scuola, sanità e pubblico impiego, le solite persone: chi vive di pensione e di stipendi modesti e mai verso i soliti (ig)noti: gli evasori, chi ha grandi patrimoni, chi compie speculazioni finanziarie.
Si vede che Gioacchino Rossini se lo immaginava già ai primi dell’Ottocento, quando scrisse la cavatina di Figaro, che quello del barbiere sarebbe stato un bel mestiere… e non solo a Siviglia.
“Ah, che bel vivere, che bel piacere, che bel piacere
per un barbiere di qualità, di qualità!

Miglior cuccagna per un barbiere,
vita più nobile, no, non si dà.
Rasori e pettini, lancette e forbici,
al mio comando tutto qui sta.

Pronto prontissimo son come il fulmine:
sono il factotum della città.
della città! della città! della città!
Ah, bravo Figaro! Bravo, bravissimo;
a te fortuna non mancherà”
Almeno quella di Rossini è tutta un’altra musica…