Umberto Guidoni, responsabile Università e Ricerca, Scuola e Politiche Giovanili per Sinistra Ecologia e Libertà, è uno che sa vedere i problemi terreni da lontano… chissà forse la dote gli viene dall’aver partecipato a due missioni della NASA a bordo dello Space Shuttle. Il 27 novembre scorso aveva scritto:
“Il nuovo ministro dell’Istruzione, Profumo, dovrà farci capire cosa intende fare concretamente per scuola, università e ricerca, aree che, forse più di altre, hanno pagato l’accanimento ideologico del governo Berlusconi. <omissis>
Nessuno si aspetta miracoli e, quindi, non si sta chiedendo al neo-ministro di usare la bacchetta magica per rimettere a posto i cocci prodotti dalla contro-riforma Gelmini.
Ma qualche segnale di discontinuità e di inversione di rotta, non solo sarebbe apprezzato, ma è il minimo che ci si può aspettare da chi, come Profumo, conosce bene il mondo dell’Università e della Ricerca. <omissis>
C’è un intervento che non costa nemmeno un euro anche se può essere assai più difficile. E’ quello di tagliare ogni elemento di continuità con la precedente gestione Gelmini a cominciare dalla nomina dei sottosegretari. Sarebbe mortificante per un governo tecnico, che vuole affrontare i problemi del paese superando i limiti della partitocrazia, dover accettare la logica dei veti incrociati e delle indicazioni delle segreterie dei partiti.”
Come tutti ormai sappiamo, la nomina dei due sottosegretari è avvenuta pochi giorni dopo. Sono i due cosiddetti tecnici, cari ai politici: Marco Rossi Doria ed Elena Ugolini.
C’è chi è contento che il “maestro di strada” Marco Rossi Doria sia diventato sottosegretario e chi critica la scelta di affidare lo stesso incarico a Elena Ugolini, preside del Liceo Malpighi, scuola privata di Bologna, facente parte prima del Comitato Tecnico Scientifico dell’INVALSI, poi divenuta Commissario Straordinario dell’INVALSI quindi componente del Consiglio di indirizzo dell’INVALSI.
Io condivido quello che scrive l’avvocato Corrado Mauceri del Comitato per la difesa della Costituzione a proposito della nomina di Elena Ugolini: “Il conflitto di interesse è di tutta evidenza così come è evidente che questo Governo tecnico è in realtà un Governo che, all’insegna dell’emergenza, può fare scelte pericolose per le istituzioni democratiche ed in questo caso per la scuola statale. <omissis> La Prof.ssa Ugolini lascerà, come Passera, l’incarico nella scuola privata, ma è fuori di dubbio che rappresenterà nel Governo un “riferimento -” importante per la scuola privata e per certe logiche “liberalizzatrici” presenti nel centro sinistra.”
Invece in un articolo recentissimo, sulla Stampa del 20 novembre, Marco Rossi Doria ha firmato un appassionato appello al Governo Monti:
«Si metta su una squadra di persone che pensi – sulla base sì dei conti pubblici ma anche dell’urgenza del riequilibrio e sulla scorta dell’esperienza vasta che l’Italia possiede in questo campo – al come costruire un nuovo grande sforzo a favore dei bambini e ragazzi poveri. Uno sforzo insieme pubblico e privato. Da metter in campo entro due mesi. Per ridare sostegno all’auto-impresa dei giovani, agli asili nido e alle mense, alle famiglie e alle donne sole e alle scuole, innanzitutto quelle di base, nelle aree dove si concentra la povertà minorile. Programmi snelli, rigorose procedure di controllo. Cose realistiche affidate a chi sa fare, secondo i modelli che hanno funzionato meglio in questi anni».
Io, quello “sforzo insieme pubblico e privato” vorrei sentirlo declinare meglio, insomma vorrei sentirlo spiegare come si deve. Soprattutto alla vigilia di una super manovra “blood sweat & tears” in cui mi pare che il “pubblico” venga sempre più privato di risorse ed il privato non sembrerebbe restituire in “pubblico” ciò che gli è stato assegnato fin troppo ingiustamente.
Staremo a vedere… con la giusta speranza ma staremo anche a ricordare Francis Bacon quando diceva che “la speranza è buona come prima colazione, ma è una pessima cena”.
Chi ha nominato i sottosegretari è il Ministro Profumo che, intervenuto l’altro ieri a Fiuggi al IX Congresso Nazionale dell’Anp, ha proposto di pensare a una governance della scuola che “non identifichi come unici soggetti i dirigenti scolastici e il collegio dei docenti, ma che consenta di individuare e promuovere altre articolazioni dell’organizzazione del lavoro“.
Che stesse pensando ai Consigli di Amministrazione tanto cari a Valentina Aprea e ai ministri Moratti e Gelmini?
“Penso – ha spiegato – che a pratiche di autovalutazione se ne debbano affiancare altre di valutazione, per consentirci di riflettere sulla reale efficacia del lavoro di didattica, e per metterci nelle condizioni di migliorarci. Per ottenere questo risultato sarà importante attuare pienamente l’autonomia scolastica, nel senso di una autonomia responsabile: senza adottare nuove riforme ordinamentali, ma definendo obiettivi chiari, risorse certe e monitoraggio dei risultati.
Ciò andrà perseguito superando logiche e pratiche dirigistiche da parte del Miur, a cui però spetterà il compito di attivare processi di verifica dei livelli di apprendimento, formazione degli insegnanti, sviluppo delle professionalità dei docenti e riconoscimento pieno della dirigenza”.
Che stesse pensando all’Invalsi?
Un altro punto importante, per il ministro, è quello dei tempi e delle modalità di finanziamento delle scuole “per assicurare sin dall’inizio dell’anno risorse certe, tendenzialmente senza vincoli di destinazione, con cui consentire alle scuole di realizzare appieno l’offerta formativa“.
Che stesse pensando ad una forma di piccola offerta sofferta?
Perché sono convinto che “risorse certe” non voglia dire “aumentate” e che con quel “tendenzialmente senza vincoli di destinazione” possa anche voler dire: i soldi del Fondo sono pochi ma con quelli dovete fare, cioè: pagare i supplenti, pagare chi correggerà le prove Invalsi, pagare i collaboratori delle ditte private, pagare i debiti del Ministero, pagare ecc., fino a che l’offerta formativa non diventerà una forma di piccola offerta sofferta.
Infine, il reclutamento. Servono, a parere del nuovo titolare di viale Trastevere “modalità che garantiscano procedure snelle, trasparenti e definite, per permettere una immissione periodica certa, e dare opportunità concrete ai docenti che escono dai nuovi percorsi di formazione universitaria, senza creare nuovo precariato“.
Profumo si è quindi impegnato a “chiudere in tempi certi e stretti i concorsi per dirigenti tecnici, che si trascinano ormai da anni, e soprattutto il concorso per dirigenti scolastici, per coprire le oltre 2000 sedi già vacanti”.
Che gli fosse sfuggito l’articolo di Girolamo De Michele sul Manifesto di ieri?
Se è sfuggito a lui, voi l’articolo lo trovate qui:
http://www.idocentiscapigliati.com/2011/12/de-michele-100000-insegnanti-in-meno-i.html
Comunque sentiate uno strano profumo di Fioroni, buona partecipazione ala Festa del Coordinamento Precari FLC CGIL che si svolgerà mercoledì 7 Dicembre dalle 20 in poi al circolo ARCI Bolognesi di Ferrara. Mauro
Scuola Pubblica, Sinistra Ecologia e Libertà
Profumo di Fioroni