Il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani ha anticipato il voto di fiducia al Governo Monti terminando il proprio discorso con queste parole: «Presidente, basta con l’egoismo sociale, se le rimanesse un solo euro in cassa… per cortesia… lo spenda per un servizio per i disabili… perché senza solidarietà non c’è senso di comunità e senza senso di comunità non possiamo salvarci…»
Chi vive la disabilità direttamente sa quanto costa trasformare una sfiga in una sfida.
Come, ad esempio…
Giorgio Genta dell’Associazione Bambini Celebrolesi che ha trovato demagogica la frase di Bersani e, a titolo personale, fra le altre cose scrive:
“Demagogia è il baraccone mediatico sui “falsi invalidi” – non i giusti controlli su chi truffa o abusa -, come demagogia è pensare di cavarsela, chiedendo al Presidente del Consiglio “fiduciato” di destinare un euro («…se le rimanesse in cassa…») al servizio per i disabili. La storia di quell’unico euro e soprattutto quel «..se le rimanesse in cassa…» non mi va giù! E se dopo cento manovre e mille tagli, un “miliardo di lacrime” e gli “ettolitri di sangue”, non restasse neppure un euro in cassa?
Credo sia giunto il momento delle proposte concrete: come e dove trovare gli euro – che non ci sono – per permettere una dignitosa sopravvivenza delle persone con disabilità. Ricordando che se questi euro non verranno trovati, si innescherà una terribile reazione a catena. Le famiglie, infatti, non riusciranno più ad assistere a casa le persone con disabilità grave.”
L’intero intervento è qui:
http://www.superando.it/index.php?option=content&task=view&id=8243
Chi vive la disabilità direttamente sa quanta energia serve per trasformare una sfiga in una sfida.
Come, ad esempio…
Quel tale… che gli fu diagnosticato il diabete quando era bambino, che da piccolo aveva episodi di epilessia, che a 6 anni si ammalò di poliomielite, che nel 2005 venne colpito da aneurisma cerebrale, che dalla prima moglie ha avuto il figlio Zeke affetto da paralisi cerebrale, che dalla seconda moglie ha avuto il figlio Ben che anche lui ha una paralisi cerebrale per cui muove soltanto la testa da destra a sinistra, e non può parlare; vive su una sedia a rotelle dotata di un motore che si aziona con il semplice movimento del capo.
Quel tale è anche lo stesso tipo… che, insieme all’attuale moglie Pegi, 25 anni fa è stato uno dei fondatori della Bridge School, un’organizzazione no-profit innovativa per l’educazione di bambini cerebrolesi che usa sistemi di comunicazione aumentativa alternativi e tecnologia assistenziale.
Quel tipo è anche lo stesso tizio… che da 25 anni organizza il Bridge School Benefit, un concerto annuale che si tiene a Mountain View, California con lo scopo di raccogliere fondi che servono a finanziare la scuola per bambini disabili. Gli artisti che vi partecipano sono annoverati tra i maggiori del panorama musicale internazionale.
Da poco è uscito una splendida raccolta sia in Cd che in 3 DVD:
Quel tizio è anche lo stesso soggetto che… i Buffalo Springfield, che Crosby Stills Nash & Young, che “Certe notti la radio che lo passa sembra avere capito chi sei”, che ”It’s better to burn out than to fade away”.
Quel tale tipo, un tizio che è davvero un soggetto, è Neil Young.
Chi vive la disabilità direttamente sa quanta fantasia è necessaria per trasformare una sfiga in una sfida.
Come, ad esempio…
I miei incredibili amici della Cooperativa Sociale Integrazione e Lavoro e dell’AIAS che domenica 4 dicembre in via Centoversuri n° 6 a Ferrara (di fianco al Mercato Coperto) alle 16,30 hanno organizzato l’inaugurazione della seconda edizione di una Mostra Mercato dove si potrà trovare un po’ di tutto e si potrà portare ciò che si vorrà.
http://www.integrazionelavoro.org/
Comunque riusciate ad impegnarvi per trasformare le sfighe in sfide, buona partecipazione. Mauro