In passato, non mi sono mai nascosto al momento del voto, ho sempre dichiarato le mie scelte ed ho accettato le responsabilità conseguenti.
Credo che ciò sia onesto di fronte alle persone che leggono quel che scrivo.
Di conseguenza non mi sottrarrò nemmeno questa volta a questo che ritengo un obbligo civico.
In questo periodo in cui la maggioranza che governa Ferrara ha creato una disabitudine alla politica seria, ha alimentato un dibattito a distanza basato sulla malignità e sullo scaricabarile, ha incentivato una “tifoseria” che vota a prescindere, ha reso Ferrara una città “usa e getta”, io scelgo di sostenere chi ha dimostrato di sapersi e di potersi confrontare sui programmi con la forza di chi li ha condivisi con i cittadini e con la convinzione di chi pratica un metodo democratico.
Io sostengo chi, con rispetto, sa criticare e sa opporsi.
Io preferisco chi, con competenza, sa immaginare un futuro migliore.
Io prediligo chi, con determinazione, ha intenzione di proseguire il proprio lavoro anche al di là del risultato elettorale.
Io credo in una Ferrara femminile, plurale e partecipata rappresentata dalla candidatura a sindaca di Anna Zonari.
Conosco Anna da oltre 20 anni e credo nel grande contributo democratico, inclusivo e di sviluppo che possa dare alla nostra città; conosco diverse persone nella sua lista e sono persuaso dalla loro credibilità.
Mi convincono diverse cose della lista La Comune di Ferrara, oltre naturalmente ai contenuti e al metodo di lavoro. Qui ne cito una sola perché è significativa dell’attenzione che questa lista ha mostrato verso temi difficili: si è occupata unica fra gli altri anche dei cittadini che non votano: i bambini e le persone detenute.
Questo elemento, non comune ad altre liste, garantisce a favore di una politica coraggiosa, lungimirante ed inclusiva non subordinata alla possibilità di avere una poltrona comoda ma più attenta alle persone, ai loro sogni e ai loro bisogni.
Il mio piccolo contributo alla lista l’ho dato già 8 mesi fa con un breve intervento filmato; di recente ho poi definito cosa intendo per città educante.
Per vari motivi non sono riuscito ad impegnarmi come avrei voluto; l’hanno fatto però centinaia di cittadine e di cittadini che, come me, credono che Ferrara abbia bisogno di un cambio di direzione, di un altro modo di far politica, di un altro punto di vista, di speranze condivise e, finalmente, di respirare futuro.
Comunque la pensiate, buon voto.

P.S. Per completezza di informazione, alle elezioni europee NON voterò il presidente della nostra regione: Stefano Bonaccini perché si è distinto negativamente come fautore dell’autonomia differenziata alla pari dei governatori della Lega Nord. A lui preferisco di gran lunga chi si è dimostrato un bravo sindaco come Mimmo Lucano.