Lo so che il vento è “un movimento di masse d’aria provocato da una differenza di pressione atmosferica” ma, a questa definizione metereologica, preferisco le osservazioni ed i pensieri dei bambini e delle bambine della classe quarta che sto frequentando.

Il vento:
È il respiro delle nuvole.
È un paese senza tranquillità.
È un rifugio che ti tiene al sicuro.
È lo sfogo delle nuvole.
È l’aria molto veloce che ti viene contro.
È gentile ma può essere ostile.
È affascinante e puoi anche averne paura.
È un autobus che può trasportare la pioggia e le nuvole.
È invisibile.
Il vento:
Ti parla…
Quando lui tira forte è arrabbiato.
Se tira forte e piove sta sudando.
Se ce n’è poco è felice.
Se non c’è proprio sta dormendo.
Il vento:
Ti fa sognare.
Ci trascina via.
Può trasportare la nostra fantasia.
Ci aiuta a respirare e a sorridere.
Fa svolazzare i capelli ai bambini e sa dargli gioia.
Accarezza le foglie e le gratta lievemente.
Fa volare meglio gli uccelli.
Porta via le foglie cullandole.
Quando decide dove andare non si può fermare.

Se c’è il vento io sono contento.P.S. Il dipinto in copertina è “Wind from the sea” (Vento dal mare), 1947, di Andrew Wyeth.
Quello sopra è il disegno di un bambino della mia classe quando era in prima.