Qualche mattina fa, dopo essere entrati in classe, ho chiesto ai bambini di seguirmi in silenzio. Siamo usciti in cortile, ci siamo messi di fronte alla siepe e gli ho chiesto di osservare il cielo, in silenzio per non far uscire i loro pensieri.
Dopo qualche minuto di osservazione siamo rientrati in classe, sempre in silenzio per non far uscire i pensieri. Qui ho scritto alla lavagna: “Il cielo oltre la siepe. Descrivo quello che ho visto, quello che mi è sembrato di vedere e quello che ho sentito dentro”.
Quelli che seguono sono i loro scritti.
Li pubblico non perché questa osservazione sia stata un’attività originale o i loro pensieri siano meravigliosi ma perché son convinto che ci sia un gran bisogno di ascoltare di più i bambini, le bambine ed i loro pensieri.
Comunque li ascoltiate, buona lettura.

Io, nel cielo oltre la siepe, ho visto delle nuvole bellissime che sembravano fatte di zucchero filato. Mi è sembrato di vedere forme diverse per esempio una stella, poi un albero e persino una faccia sorridente. Sono stato molto felice e mi ha emozionato vedere il cielo di mattina.

Io ho visto il cielo e mi è sembrato di vedere uno specchio azzurro; ho sentito di essere libero all’aria aperta.

Io ho visto la faccia di una tigre: era molto simpatica e voleva coccolarmi. Era una tigre delle nevi bianca. Ho provato la vera amicizia.

Ho visto Stella[1] che cavalcava un unicorno di zucchero filato che diventava sempre più piccolo a forza di mangiarlo; mentre cavalcava cantava la canzone “La compagna della classe” [2].

Fuori, oltre la siepe, ho visto molte moltissime nuvole staccate e attaccate; mi è sembrato di vedere tanti bambini che correvano mangiando zucchero filato.

Ho visto la luce fra le nuvole; all’interno mi è sembrato di vedere tanti bellissimi cumuli di neve. Ho sentito tanta freschezza e ho provato molta felicità.

Ho visto molte nuvole tutte a pezzettini, come se ogni nuvola avesse il suo incastro con un’altra. Il cielo mi è sembrato un puzzle gigante con tutti i pezzettini incastrati tra di loro. Sono sicuro che verrebbe un bellissimo disegno. Mi sono sentito come se il cielo mi portasse su da lui per comporre un bellissimo disegno.

Quello che ho visto è stata una montagna con dei pezzi di neve giganti e un drago sopra. Ho provato gioia ed emozione.

Io ho visto dei pezzi di ghiaccio sciogliersi nel mare e c’era anche un cuore. Ero curiosa.

Io ho visto un cuscino molto morbido; mi è sembrato che su quel cuscino ci dormisse Stella. Ho provato tanta felicità.

A me è sembrato di vedere una faccia ma con solo gli occhi e le labbra: ho provato felicità.

Io ho visto le nuvole che mi sembravano di cotone: mi è sembrato di vedere il paradiso e di sentire Stella.

Quello che ho visto era il cielo con le nuvole; quello che mi è sembrato di vedere erano le labbra e una faccia triste. Quello che ho provato era bello: era bello stare fuori.

Ho visto il cielo ed era molto bello. Sembrava il ghiaccio del Polo Nord che si scioglieva e ho provato incertezza.

Per me oggi il cielo sembrava così morbido e di zucchero filato. Ho sentito di essere lì dentro con Stella come se, io e lei, vendessimo quello zucchero che, a mano a mano, si consumava.

Il cielo di là dalla siepe mi è sembrato azzurro con delle nuvole che sembravano fatte di panna montata. Mi sono sentito molto rilassato.

Io ho visto un gran cielo con grandi nuvole; mi è sembrato un prato dove strisciava un verme. Ho provato tanta felicità.

Io ho visto che oggi il cielo era felice mi è sembrato di vedere un pesce che nuota fra le nuvole. Ho provato felicità a vederlo.

Era una distesa di limpide nuvole, alcune attaccate e altre staccate, mentre gli spazi vuoti erano color blu e di luce gialla. Mi sembrava di vedere un’intera distesa di lana che fluttuava nel cielo. Ho provato l’emozione della serenità.

Ho visto tante nuvole molto vicine e, nello spazio in mezzo alle nuvole, ho visto il sole. A me è sembrato di vedere un dipinto perché era perfetto. Ho provato molte emozioni perché era un insieme di nuvole bellissime.

Ho visto un cielo colorato e particolare fatto di zucchero filato; mi è sembrato di vedere un sole dietro le nuvole che saliva piano piano. Ho provato felicità.

Ho visto il mare che sembrava di cotone; mi è sembrato di vedere che il cielo fosse di acqua e la siepe fosse la sabbia. Ho sentito la mia fantasia.

[1] Stella è un nome di fantasia di una nostra compagna di classe che lo scorso anno scolastico “è volata in punta di piedi in cielo con gli angioletti”. Noi la sentiamo sempre dentro di noi e continuiamo a vederla come la nostra “stella”.

[2]La compagna della classe” è il titolo di una canzone che abbiamo composto, per e insieme a Stella, modificando le parole della canzone “La prima cosa bella” che a lei piaceva tantissimo.