Cari genitori che portate i bambini in posti incantevoli e li lasciate urlare come fossero posseduti da qualche demonio, avrei qualcosa da dirvi e qualche consiglio da darvi. Fatene ciò che volete.
Quando desidero un po’ di silenzio e di tranquillità, qualche volta guido di notte per due ore e, dopo aver parcheggiato l’automobile, cammino al buio in silenzio e salgo al Corno alle Scale, la cima più alta dell’Appennino bolognese, per vedere sorgere il sole dai suoi 1.945 metri di altezza.
Quando scendo, faccio ancora pochi chilometri per rivedere le bellissime Cascate del Dardagna, che ormai ho conosciuto in ogni stagione.
Così ho fatto anche ieri mattina.
Proprio perché era domenica, alle 6 di mattina in cima al Corno alle Scale ero da solo a gustarmi lo spettacolo dell’alba.
Proprio perché era domenica, attorno alle 11 alle Cascate del Dardagna c’era un affollamento che sembrava di essere in piazza.
Fra le varie persone presenti alle cascate c’eravate anche voi con i vostri bambini.
Sì, proprio voi che non vi curavate del fatto che i vostri piccoli strillavano a squarciagola e correvano in mezzo alla gente disturbando la quiete e creando un’atmosfera che strideva fortemente con il contesto.
Vi guardavano tutti ma voi probabilmente non capivate i motivi di quegli sguardi severi.
Forse perché siete voi per primi che comunicate fra di voi e con i vostri figli urlando?
Dovete sapere che io credo ancora che la montagna sia un luogo da rispettare, anche e soprattutto, con il silenzio; penso che sia un luogo da ammirare contemplandolo; sono convinto sia una meraviglia da sentire ascoltandola… la montagna come pure qualsiasi altro posto incantevole e qualsiasi opera bella.
Non credo che il vostro disinteresse per le urla dei vostri figli in quel posto li aiuti a crescere nel rispetto della natura.
Non credo che questa vostra apparente libertà li faccia diventare persone capaci di sensibilità e di empatia ma soltanto egoisti, arroganti e maleducati.
Non credo siate bravi se educate i vostri figli a consumare l’ambiente come si consuma un panino.
Non credo siate giusti se li autorizzate a fare quel diavolo che desiderano senza preoccuparsi degli altri.
Non credo siate responsabili se li abituate ad invadere l’atmosfera di un luogo da favola con i propri capricci.
Avete mai provato a convincere i vostri figli a guardare l’acqua che scorre? Avete mai provato a fargli ascoltare il fruscio del vento fra le foglie? Avete richiamato la loro attenzione sulla carezza che l’acqua fa ai sassi? Gli avete fatto notare come le cortecce degli alberi cambiano colore a seconda della luce che filtra nel bosco? Gli avete fatto vedere le varie sfumature di verde delle foglie? Gli avete fatto sentire la musica che le gocce d’acqua fanno suonando le rocce? Gli avete raccontato la storia di quell’acqua, da dove viene e dove va? Gli avete mai consigliato il silenzio per assaporare meglio una cosa bella? Avete mai provato a farlo voi stessi? Avete mai pensato di insegnargli cosa sia la bellezza e come possa farci vivere meglio?
Non è poi così difficile da fare, basta volerlo.
Con la speranza di non incontrarvi più in posti simili con un simile comportamento, mi auguro di rivederci ancora in posti diversi con un comportamento diverso.
Salute e saluti da un camminatore silenzioso.

P.S. La foto sopra è un momento dell’alba di ieri vista dal Corno alle Scale.
Le foto le ho scattate nei tanti anni che frequento quelle zone.