Buongiorno bambini e bambine, oggi vi racconterò una favola.
Quale volete ascoltare? Quella de “La bambina con un copricapo di velluto rosso a forma appuntita, attaccato al collo del mantello per riparare la testa dal freddo”? [1]
Oppure preferite: “La ragazza di aspetto gradevole secondo i canoni dell’epoca, assopita in un luogo caratterizzato da un’associazione vegetale di alberi di alto fusto su una notevole estensione di terreno”? [2]
Gradite forse sentire: “La figlia di un sovrano su una pianta erbacea annuale del genere delle papiglionacee, da non confondersi maliziosamente con l’organo esterno dell’apparato genitale maschile”? [3]
Oppure scegliete: “La ragazza col nome di una precipitazione atmosferica bianca costituita da fiocchi di ghiaccio organizzati in cristalli con caratteristiche forme geometriche e le sette persone affette da un disordine ereditario autosomico noto come acondroplasia” [4]
O infine volete che vi legga: “Il bambino chiamato come il primo e il più grosso dito della mano, che risulta di due sole falangi e che per le sue dimensioni, per l’ampiezza della sua articolazione, la forza dei suoi muscoli e la capacità di opporsi alle altre dita, rappresenta l’elemento indispensabile per la presa…però di dimensioni ridotte” [5]
Ho immaginato una classe del futuro in cui, in ragione di presunte linee guida ministeriali sull’uso di frasi “politicamente corrette”, si stravolgano le storie classiche per bambini.
L’ho fatto perché, tempo fa, ho letto che l’editore Puffin e l’associazione degli eredi del grande scrittore per ragazzi Roald Dahl, avrebbero deciso di riscrivere diverse parti dei suoi libri per “correggere” parole che oggi potrebbero risultare offensive.
Ad esempio vorrebbero sostituire parole come “grasso”, “nano” o altre parole giudicate oggi “non inclusive” con termini più graditi alla sensibilità attuale.
Ne “La fabbrica di cioccolato” l’espressione “enormously fat” (ciccione) verrebbe sostituita da “enormous” (enorme) e il passaggio che descriveva le abitudini degli Umpa Lumpa, specificando che passavano ogni momento della loro vita arrampicandosi sugli alberi, sarebbe stato tolto; loro invece di “piccoli uomini” sarebbero diventati “piccole persone”.
La Signora Spezzindue di “Matilde” verrebbe trasformata da “femmina formidabile” a “donna formidabile” mentre l’espressione “padre e madre” sarebbe sostituita con “genitori”. Nel libro “Le Streghe”, la parola “queer” (omosessuale) verrebbe sostituita con “strange” (strano) e “chambermaid” (cameriera), con “cleaner” (addetta delle pulizie).
Questo tentativo di censura è molto preoccupante e pericoloso perché vuole stravolgere lo stile di un autore, addirittura dopo la sua morte, per adattarlo ad un presunto pensiero inclusivo, spesso ipocrita, del giorno d’oggi.
Mi viene però da pensare che se, da una parte, ci si scandalizza tanto per certe espressioni usate nei libri per bambini, dall’altra non lo si fa abbastanza per certe espressioni degli adulti che dovrebbero rappresentare un modello.
Quando certi politici parlano di “umiliazione come fattore fondamentale della crescita di personalità”, oppure di “carico residuale” riferendosi alle persone migranti che rischiano la vita su un barcone, di “capitale umano” a proposito di esseri umani, di “fratelli d’Italia” invece di nostalgici del fascismo o infine di “esportare la democrazia” facendolo a suon di bombe, compiono un’azione molto grave, preoccupante e pericolosa.
Questi “sporcelli” [6] della politica insegnano infatti a classificare le persone, a considerare la vita di alcuni meno importante di quella di altri, ad accettare il fatto che i sacrifici di tanti sono necessari per il bene di pochi, a giudicare la guerra come necessaria soluzione dei conflitti fra i popoli e a pensare che il fascismo sia un pensiero politico accettabile.
Tutto ciò è POLLIticamente corretto cioè qualcosa che può essere corretto soltanto per certi polli, persone poco istruite, facilmente condizionabili perché “allevate in batteria”, più attente alla forma che alla sostanza delle cose.
P.S. Le immagini usate sono dell’illustratore Quentin Blake
[1] Cappuccetto Rosso
[2] La bella addormentata nel bosco
[3] La principessa sul pisello
[4] Biancaneve e i sette nani
[5] Pollicino
[6] È il titolo di un famoso libro di Roald Dahl