Chi mi legge da tempo sa che non nascondo quello che penso quindi non lo farò nemmeno a proposito di questi 5 referendum sulla giustizia per i quali siamo chiamati ad esprimerci domenica 12 giugno.
Ho deciso che non andrò a votare!
I motivi sono diversi: forse dettati dalla rabbia di vedere l’incapacità di certa politica di saper ascoltare e decidere, forse giustificati dalla distanza siderale che avverto fra chi sta in alto e noi che stiamo qui in basso, forse infantili perché quelli bocciati li avevano promossi i cittadini mentre quelli promossi li hanno presentati le regioni di centro destra, forse insufficienti perché condizionati da ciò che penso di chi li ha promossi, forse… ma non ci andrò.
Il referendum sull’eutanasia che interessa la vita (e la morte dignitosa) delle persone, proposto dai cittadini presentando oltre un milione di firme, non è stato ammesso ed io sarei andato a votare a favore.
Il referendum per abrogare il reato di coltivazione ed uso personale della cannabis che interessa la vita (e la galera) delle persone, proposto dai cittadini presentando oltre seicentomila firme, non è stato ammesso ed io sarei andato a votare a favore.
I 5 referendum sulla giustizia, molto tecnici, superabili dalla riforma Cartabia, proposti da 9 consigli regionali governati dal centro destra senza raccogliere una sola firma, sono stati ammessi ed io non ho intenzione di andare a votare per far aumentare il quorum.
Non voglio essere accusato di essere un qualunquista se confesso la sensazione di pensar male temendo che questi referendum permetterebbero a certi partiti di ricandidare politici già condannati per cui mi limito a dire che, nei modi e nei contenuti, questi 5 referendum sulla giustizia danno risposte sbagliate a domande lecite di cui dovrebbe prendersi cura seriamente il Parlamento.
Il referendum è uno strumento potente ma, quando è nelle mani di vecchie volpi e viene abusato, rischia di far perdere ai cittadini la possibilità di sentirsi realmente partecipi e può diventare uno strumento senza efficacia.
In questo situazione il mio pensiero si fa ironico come forma di resistenza a simili indecenze politiche e svolazza ad immaginare quali referendum ci verranno proposti  prossimamente. Io ne ho immaginati dieci.
Comunque andiate o non andiate a votarli, buona lettura.

Referendum n° 1. Per l’abolizione dei modi di dire e delle metafore
Quesito. Volete voi che siano abrogati gli strappi alle regole, i buchi nell’acqua, i salti nel buio, le nebbie che si tagliano col coltello?

Referendum n° 2. Per l’abolizione delle filastrocche indecenti
Quesito. Volete voi che sia abrogata la possibilità per le tre civette sul comò di far l’amore con la figlia del dottore, per Pierino di far la cacca sotto il ponte di Baracca e per Pippo scoreggione di farne una al limone che fa scoppiare il Giappone?

Referendum n° 3. Per l’abolizione delle parole pronunciate per non farsi capire dagli altri
Quesito. Volete voi che siano abrogati gli acronimi che usano gli insegnanti a scuola quali BES, MIUR, POF, PTOF, PON, RAV, STEM, UDA?

Referendum n° 4. Per l’abolizione dei peli superflui, della forfora e degli aloni ascellari
Quesito. Volete voi che siano abrogati i peli superflui, la forfora (per chi ha i capelli) e i fastidiosi aloni ascellari nelle camicie?

Referendum n° 5. Per l’abolizione dell’opera in due atti: “Norma” di Vincenzo Bellini
Quesito. Volete voi che sia abrogata la “Norma”, opera in due atti del compositore Bellini?

Referendum n° 6. Per l’abolizione delle leggi scritte in modo difficile
Quesito. Volete voi che sia abrogata ogni legge che non si legge a letto?

Referendum n° 7. Per l’abolizione dei decreti, dei decretoni e anche dei de…cretini
Quesito. Volete voi che sia abrogato ogni decreto indiscreto escreto in modo concreto?

Referendum n° 8. Per l’abolizione dei favoritismi nei giochi infantili
Quesito. Volete voi che sia abrogata la “Tana libera per tutti” nel gioco del nascondino e della formula “Ultimo arrivato, sotto restato” nei giochi infantili?

Referendum n° 9. Per l’abolizione del neo, del neon e del neologismo
Quesito. Volete voi che siano abrogati neologismi quali “Ciaone”, “Attimino” e “Buongiornissimo”?

Referendum n° 10. Per l’abolizione della parte “Giusti” in “Giustizia”
Quesito. Volete voi che nella scritta “La giustizia è uguale per tutti” sia abrogata la parte relativa alla parola “giusti” in modo che la nuova formulazione sia “La zia è uguale per tutti”?