Se c’è una cosa che mi dà fastidio è quando qualcuno ti vuol far credere che ciò che ha fatto era per il tuo bene mentre invece era unicamente per il suo.
Provo a spiegarmi con un esempio.
La chioma della siepe che circonda la nostra piccola scuola elementare a Cocomaro di Cona era cresciuta talmente in alto che copriva completamente il cartello con indicato il nome dell’istituto di appartenenza e quello della scuola stessa; il suo accrescimento era così importante che i suoi rami uscivano dal cancello; la sua forma si era persa e, per usare un eufemismo, la siepe era davvero poco decorosa.
Tutto questo naturalmente fino all’ultimo giorno di scuola perché ieri mattina, primo giorno di non scuola per gli alunni e le alunne, gli addetti della cooperativa che se occupa per conto del Comune di Ferrara sono venuti a sfoltirla e a sistemarla.
“Il Comune ci tiene alle scuole” penseranno i più e “quindi lo ha fatto per il bene di tutti noi”.
Io invece penso che gli attuali amministratori del Comune ci tengano a far bella figura domenica prossima, 12 giugno, data in cui noi cittadini saremo chiamati presso le scuole sede di seggio per esprimere la nostra preferenza su 5 quesiti referendari.
Chissà perché gli amministratori pensano che asfaltare le strade e “pettinare” le siepi delle scuole alla vigilia delle elezioni gli faccia fare bella figura con la gente.
Forse ci siamo abituati alle scuole “trasandate” durante l’anno scolastico ma ci piace che siano pulite quando andiamo a votare?
Non lo so ma una cosa l’ho capita: in questo paese, nonostante i proclami, la scuola non è una priorità.
Se poi penso che in Italia ci sono circa 61.000 seggi elettorali e di questi oltre 51.000 sono in sedi scolastiche statali mi viene da pensare ad una percentuale altissima di scuole che saranno visitate in questi giorni da “parrucchieri parrucconi” preoccupati più della forma che della sostanza.
Io vorrei che le scuole non fossero sedi di seggio ma che si votasse da altre parti. [1]
Io vorrei che le scuole fossero sempre trattate dagli amministratori come fanno solo prima delle elezioni.
Io vorrei che gli amministratori curassero con “impegno” le scuole e non le dessero “in pegno” in cambio di voti.

[1] In altri Paesi lo fanno: ad esempio “nel Regno Unito i seggi elettorali sono spesso allestiti per strada, in posti dove la gente solitamente passa per andare al lavoro. In Olanda nel 2014 si è votato da Starbucks. In Francia e in Germania, i seggi sono allestiti in uffici pubblici, ma anche in piazze e scuole. In Germania si può votare per lettera (Briefwahl)”. In Spagna si può compilare la scheda a casa (papeletas electorales) per poi consegnarla nei seggi. Da altre parti del mondo si usa il sistema telematico per il voto a distanza (a proposito di didattica a distanza).
In Italia si potrebbe votare negli uffici pubblici, negli uffici postali, nelle stazioni, nelle palestre, nei palazzi dello sport e chissà in quali e quanti altri posti.

P.,S. La vignetta usata in copertina è di Mauro Biani.