Lo sapete che, per colpa vostra, rischiate di far morire delle persone innocenti e vi potete fare del male.
Usate le parole invece di sparate.
Smettete di fare la guerra e fatevi dei nuovi amici così sarete più contenti.
È meglio non fare la guerra perché qualcuno che conoscete può morire.
Non ci piace quando muore qualcuno.
Non fate la guerra perché ogni giorno muoiono già tante persone per altri motivi ma con la guerra ne muoiono di più e poi ci sono anche dei feriti.
Non fate la guerra perché c’è anche il coronavirus.
Se tutti si mettessero a fare la guerra come voi non esisterebbe più l’umanità.
Per fare la guerra servono: le armi, i cannoni, la forza, il coraggio, l’odio, la rabbia, i fucili, tanti militari, le bombe, i carri armati, gli aerei, la cattiveria, gli elicotteri, i soldati, il nemico, gli uomini.
Invece per fare la pace servono: la tranquillità, la bontà, la gentilezza, l’amicizia, la felicità, un cuore buono, l’amore, la gioia, giocare insieme, chiedersi scusa, parlarsi, l’accoglienza, la bellezza, litigare bene, non usare le armi, i gesti e le parole gentili, la fantasia, la gioia, la generosità, un amico che ti aiuta, le carezze, qualcuno che convince gli altri a non arrabbiarsi, la giustizia, stare insieme, scusarsi.
Per imparare a fare la pace bisogna conoscere l’alfabeto. Questo è il nostro; ve lo regaliamo.
L’ALFABETO DELLA PACE
A
bbracciarsi
Bontà
Curare
Delicatezza
Entusiasmo
Felicità
Gentilezza
Help
Innamorarsi
Libertà
Meravigliarsi
Natale
Omaggio
Parlarsi
Quiete
Ragionare
Serenità
Tenerezza
Umorismo
Vita
Zelo
Usate le braccia per abbracciare gli altri e non per imbracciare i fucili.
Noi vi diciamo che la guerra è uno schifo mondiale.
Fate la pace!!!

I bambini e le bambine della classe seconda della scuola “Bruno Ciari”
di Cocomaro di Cona (Ferrara)


P.S. Non aggiungo una sola parola a quelle che hanno scelto di usare i bambini e le bambine della classe seconda che sto frequentando: ho soltanto raccolto i pensieri, ho chiesto cosa serve per fare la guerra e per fare la pace e ho proposto la creazione di un alfabeto della pace.
P.P.S. Il disegno di copertina è tratto dal progetto “Messaggi dai Balcani, percorsi di conoscenza all’interno della scuola elementare di Cocomaro di Cona a partire dall’incontro con i disegni di bambini e bambine in guerra”, nato nell’anno scolastico 1997-98 da un’esperienza di collaborazione tra la Cattedra di Pedagogia Speciale di Bologna, il Ministero degli Esteri e la scuola elementare “Bruno Ciari” di Cocomaro di Cona. Il fine era quello di comprendere se e come fosse possibile progettare e costruire percorsi di conoscenza e di confronto sulle tematiche relative all’infanzia vulnerabile e sull’incontro tra paesi differenti a partire da una riflessione sulla relazione di aiuto.
I disegni e le storie dei bambini e delle bambine provenienti da alcuni paesi in cui sono presenti conflitti (Israele, Ruanda, Uganda, Sudan, Etiopia, Croazia, Bosnia e Serbia), forniti dagli esperti del Ministero degli Esteri, sono stati quindi l’occasione per un lavoro di ricerca.
Si è così attivato un percorso ritenendo che per primi fossero dei coetanei i più idonei ad avviare un confronto  con i bambini e le bambine che vivono o hanno vissuto situazioni di conflitto e a chiedersi che tipo di relazione fosse possibile costruire.