Mi piacciono certe parole anche se il loro significato non corrisponde a qualcosa di piacevole: una di queste è “slandra”.
Diversamente dal dialetto milanese nel quale “slandra” sta per “donnaccia”, nel dialetto ferrarese la “slandra” è una puzza molto particolare, insolita perché non è pungente, non va via subito; questo cattivo odore si alza, si allarga e si diffonde molto lentamente (avete notato che le parole: “slandra”, “alza” e “allarga” hanno una sola vocale? C’è solo la A e questa caratteristica assicura, anche nella pronuncia, un effetto di apertura, di  diffusione e di allargamento)
La “slandra” è quella puzza che si sollevava dai maceri quando si metteva a macerare la canapa, che si innalza dalle paludi in certe condizioni, è quella che si diffonde dai letamai d’estate, è quella che esce dalle fogne quando c’è un clima particolare.
Da un po’ di tempo la percepisco anche se sono lontano da letamai, fogne, maceri o paludi.
Sento la “slandra” quando leggo che ci sono persone che si sono trovate a Predappio per festeggiare l’anniversario della marcia su Roma, la manifestazione armata organizzata dal  Partito Nazionale Fascista guidato da Benito Mussolini.
La avverto quando vedo che ce ne sono altre che hanno sfilato a Novara per protestare contro il green pass, vestite da deportati nei lager nazisti perché si sentono “prigionieri”.
La percepisco se mi accorgo che ci sono studenti all’istituto aeronautico di Bergamo che, inneggiando al duce e facendo il saluto romano, hanno salutato il proprio preside che ha risposto allo stesso modo.
La distinguo quando capisco che, a Ferrara, si continua a proporre una mostra su Italo Balbo, trasvolatore per diletto ma fascista e squadrista di professione.
Ne ho conferma quando imparo che, sempre a Ferrara, dei ragazzini delle scuole medie hanno aggredito altri ragazzini, al grido di “Froci di merda. Mussolini vi brucerebbe tutti”.
La sento bene quando qualcuno a Ercolano spara uccidendo a due ragazzi, convinto fossero ladri, in nome di una presunta legittima difesa.
Me ne accorgo quando leggo che un capo di stato brasiliano, indagato per crimini contro l’umanità, ha avuto la cittadinanza onoraria di Anguillara Veneta su proposta dei consiglieri di destra.
Arriva fin qui quando distinguo il cattivo odore di certi politici che si nascondono dietro un voto segreto per tradire il disegno di legge Zan contro le violenze e le discriminazioni fondate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità.
Avverto che la “slandra” sta invadendoci lentamente ma quotidianamente.
Ho paura che, a forza di stare immersi nella “slandra”, non si distingua più cosa sia un buon odore e cosa invece “slandra”.
Probabilmente è questo il gioco di chi fa uscire così tanta puzza da certe fogne: inondarci di talmente tanta “slandra” da farci perdere l’odore delle cose di buon senso.
Per resistere, apro le finestre e annuso il buon odore della pioggia.
C’è bisogno di lavare via questo olezzo.
C’è bisogno di investire su un ambiente sano e libero da certi cattivi odori.
C’è bisogno di un “cambiamento climatico“ forte per allontanare questa puzza.
C’è bisogno di investire sull’istruzione e sull’educazione per progettare un futuro senza “slandra”.
C’è bisogno di rispetto, di comprensione, di buon senso e di solidarietà per pensare ad un futuro diverso.
C’è bisogno di persone che profumino di “sana e robusta Costituzione” per immaginare un futuro migliore per le persone.

P.S. C’è bisogno anche di buona musica per sovrastare il rumore… ecco perché l’unica “slandra” che voglio sentire è “Swamp gas” (tradotto: “Gas di palude” o meglio “Slandra”), un brano di Screamin’ Jay Hawkins, un grande musicista – fra i primi shock rockers – che ho avuto la fortuna di vedere dal vivo, anni fa.


Screamin’ Jay Hawkins (Deltablues, 1995 – ph Mauro Presini)