Ieri a Roma, durante la manifestazione dei No Green Pass, i fascisti di Forza Nuova e i loro amici hanno assaltato la sede della CGIL.
Si sa, i fascisti essendo fascisti fanno quello che hanno sempre fatto, come assaltare le camere del lavoro… lo facevano circa 100 anni fa e lo fanno ancora oggi.
Erano delinquenti allora e lo sono ancora adesso.
Il primo problema è che c’è chi, negli ultimi anni, ha “lisciato il pelo” a queste “bestie” e ha sdoganato la loro uscita dalle “tane sotterranee” in cui avrebbero dovuto stare.
Il secondo problema è che certi democratici hanno confuso la tolleranza con il lassismo: se un’organizzazione è fascista (vedi Casa Pound, Lealtà e Azione, Forza Nuova) la si doveva chiudere da tempo ed i suoi appartenenti dovevano essere perseguiti, ai sensi della nostra Costituzione che, val la pena ricordarlo, è antifascista.
L’assalto di questi squadristi alla sede della CGIL è gravissima e chi non la condanna è da considerarsi complice.
Mentre anche Forza Italia ha una posizione di condanna totale dell’accaduto, Matteo Salvini e Giorgia Meloni (politici vicini ai No Vax e ai No Green Pass) chiedono di non confondere i criminali con chi si batte per i diritti.
Mi sembra una posizione di slalom utilitaristico che hanno scelto per non inimicarsi una parte del loro elettorato.
Io invece chiederei che siano proprio i No Vax e i No Green Pass a non confondersi con i criminali e a prendere le distanze pubblicamente dalle idee e dai comportamenti di quei delinquenti fascisti altrimenti si è autorizzati a pensare che anche loro siano conniventi, complici ed essi stessi fascisti.
Per ora, non ho letto nessuna presa di distanza da parte degli organizzatori sull’accaduto, anzi sul profilo twitter dei No Green Pass si può leggere: “Mentre gli oligarchi corrono a esprimersi solidarietà a vicenda, noi esprimiamo solidarietà a quella parte di Popolo italiano vessata e discriminata che sta protestando e auspichiamo che anche la restante parte di Popolo capisca e si unisca”.
Questa frase, scritta a poche ore dall’accaduto, nella mia personalissima traduzione, significa un’assunzione di responsabilità chiara di ciò che è accaduto e mi autorizza a pensar male, molto male.
Nonostante io sia un “punturato” favorevole all’obbligo vaccinale, la curiosità mi ha spinto alla manifestazione No Vax del 3 ottobre scorso a Ferrara.
Ho avuto un travaso di bile nel vedere una frase di Gianni Rodari (da sempre uno dei miei scrittori preferiti) usata come striscione sul palco: “Nel paese della bugia la verità è una malattia”.
Ho provato un moto di rabbia quando ho ascoltato qualcuno storpiare “La libertà” di Giorgio Gaber (da sempre uno dei miei artisti preferiti) in apertura di manifestazione.
Ho sentito, dentro di me, le parole trasformarsi in parolacce mentre ascoltavo alcune definizioni compiaciute che davano di se stessi, come “partigiani della libertà” o del loro corteo come “processione di pace”.
Ho dissentito dalla grandissima parte delle cose ascoltate e dal clima da tifoseria che ho avvertito.
Considero però un sacrosanto diritto di queste persone manifestare per ciò che ritengono giusto purché sia fatto in modo civile e democratico.
Pertanto, nel mio piccolo, chiederei a chi si professa No Vax e No Green Pass di dichiarare una cosa semplicissima: “Condanno fermamente l’assalto squadrista di ieri a Roma e mi dichiaro antifascista”.
In caso di non dichiarazione, i casi sono due: o c’è bisogno di un intervento da parte di un bravo logopedista oppure c’è il FASCInO di marciare nel marcio perché, alla fine, “Fascista è chi il fascista fa”, come recitava una bella vignetta del bravissimo Mauro Biani.
Comunque la pensiate, buona condanna dell’accaduto.