L’impegno che ci eravamo presi era quello di ripartire con tutti i docenti designati dal ministero al loro posto: questo impegno sarà realizzato per la prima volta nella storia della Repubblica” (Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione, in un’audizione alla Camera dei Deputati).
Purtroppo l’impegno a cui fa riferimento il ministro non sarà realizzato perché l’algoritmo pensato per il sistema informatico del Ministero della Istruzione Università e Ricerca (MIUR), che dovrebbe gestire le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), sta funzionando malissimo: non riesce ad elaborare i dati relativi alle domande delle persone che aspirano a lavorare a scuola.
Nonostante le promesse e le rassicurazioni del ministro Bianchi, l’inizio dell’anno scolastico, in molti casi, non sarà regolare perché non sono stati ancora nominati tutti gli insegnanti supplenti su posto comune, su posto di sostegno e anche parte dei collaboratori scolastici ( i cosiddetti bidelli).
Di fatto, tale situazione costringerà molte scuole a partire incomplete cioè senza una parte del personale ed altre a modificare il regolare orario scolastico.
Se, da un lato, le criticità dell’algoritmo non sperimentato stanno facendo fare una brutta figura all’inquilino di viale Trastevere, dall’altro stanno mettendo molti Istituti in una situazione davvero difficile, spiacevole e vergognosa.
Siamo alle solite… lassù, nei piani alti del ministero dove indossano abiti “Bianchi”, fanno presto a far bei proclami senza preoccuparsi troppo del risultato conseguito visto che poi, quaggiù nei piani bassi dove ci sono le “bugadare [1], gli insegnanti e i dirigenti scolastici dovrebbero tentare di ripulire la “sporca” realtà mettendoci la faccia di fronte alle famiglie e, con acrobazie lessicali, provare a spiegare gli ennesimi paradossi scolastici.
Fra le altre cose lunedì 13 settembre, primo giorno di scuola in metà delle regioni italiane, dovrebbe partire la nuova piattaforma per il controllo del green pass; è un sistema informatico “semaforico” (anche quello non sperimentato) che dovrebbe restituire in tempo reale un bollino verde per chi è in possesso del green pass ed uno rosso per chi non ce l’ha. Visto il caos provocato finora, soprattutto per i tempi lunghi che intercorrono fra l’esito del tampone (a cui si devono sottoporre i colleghi e le colleghe non vaccinate) e la consegna del green pass, c’è da aspettarsi qualche altra brutta sorpresa.
A mia memoria, non ricordo un anno scolastico che sia partito normalmente, cioè con tutto il personale nominato regolarmente fin dal primo giorno di scuola: ma, viste le avvisaglie, questa volta avverto speciali vibrazioni negative e sono ancor più preoccupato.
Dopo tutti i proclami estivi, come insegnante e come persona mi sento preso in giro, non ho fiducia e sono davvero stanco di tutte le promesse non mantenute da ministri vari; pertanto solo quando uno di loro dimostrerà di aver capito che, per far partire la scuola regolarmente, occorre prepararsi con un anno di anticipo e con tanta, tanta umiltà e molta, molta competenza, forse avrà di nuovo la mia attenzione.
Caro ministro Bianchi, anche se è facile immaginarvi al Ministero rossi di vergogna e verdi di rabbia, sarebbero gradite parole di scuse: viste le circostanze, credo che sarebbe il minimo.



[1] “Lavanderie”, in dialetto ferrarese