Ho immaginato che la dittatura sanitaria, di cui molti parlano in questo periodo, sia la dittatura dei sanitari che, in teoria, potrebbe essere una forma di governo autoritario presieduto da un trio di spietati dittatori, detti appunto “I sanitari”: Frank Lavabo, Joe Bidet e Wa(l)ter Closet.
Wa(l)ter è un populista opportunista che raccoglie solo le elaborazioni viscerali di chi ha ascoltato certi leader “parlare alla pancia” degli italiani. Ha contatti diretti con “fosse” ideologiche collocate nel sottosuolo nelle vicinanze di certi “pozzi neri” che raccolgono nostalgici del ventennio fascista.
Bidet è un nazionalista apparentemente acqua e sapone ma, sotto sotto, predilige il lavoro sporco cioè si occupa di “ripulire certe bassezze”; spesso, per confondere le acque, si avvale dell’aiuto del boss francese Michel Hator.
Lavabo è un indifferente, uno che se ne frega o meglio è uno che lascia fare agli altri quindi “se ne lava le mani” e, a volte, anche la faccia. È un acqua cheta, un ingenuo: scopre continuamente l’acqua calda e se ne meraviglia ogni volta.
I seguaci dei tre hanno idee innovative e rivoluzionarie.
Ad esempio, praticano il sesso vegano perché credono che i “profilattici” siano preservativi derivati dal latte vaccino e loro, per principio, non usano prodotti derivati dagli animali. Vista la scarsissima disponibilità di contraccettivi al tofu, al seitan e alla soia hanno nominato addirittura un amministratore di condom per gestire le liti che derivano dalla corsa a chi arriva prima per accaparrarseli: le proverbiali liti condominiali.
Sono anche contrari al sesso orale perché, prima, devono fare quello scritto: esame nel quale sono sempre bocciati perché collocano il Monte di Venere in Liguria nella zona delle Cinque Terre e mettono fra gli strumenti musicali a fiato: le tube di Falloppio e la tromba di Eustachio.
Sono contrari alla tecnologia 5G, al numero 5 e anche al punto G: si difendono dalla prima bevendo tisane al basilico in una basilica; non pronunciano mai il numero 5 per paura di fare i “calcoli” sbagliati e di avere poi “un’insufficienza” (renale); infine, provano ad eliminare il terzo con una lozione generica contro i brufoli, i punti neri e i punti G.
Credono che la terra sia diventata un luogo inquinato e sporco e chiamano il nostro pianeta con un dispregiativo: la “terrazza”. Propongono di risolvere tutti i problemi facendo in modo che ognuno lavi i panni sporchi in casa sua ma poi possa stenderli ad asciugare sulla “terrazza” comune, così tutti insieme potranno “asciugare un bel bucato”. [1]
Inoltre, scrivono solo con la matita e mai con la penna perché contiene inchiostro e loro, che si credono liberi, non vogliono essere considerati reclusi come monaci “in chiostro”.
Sono amanti del mare ma hanno scarsa memoria e non son bravi in geografia perciò, quando gli si chiede dove sono stati in vacanza, spesso rispondono al Mar Cantonio, al Mar Ameo, al Mar Cello, al Mar Mellata; la maggioranza di loro però dice che frequenta il Mar Garina per ovvi motivi di veganismo.
Chi è curioso e non sa dove trovarli si può orientare benissimo perché, quando frequentano i locali pubblici, “i sanitari” sono sempre in fondo a destra.

Basta! Adesso è meglio che smetta con queste sciocchezze quindi “cesso” di scrivere.

P.S. Ho scritto queste stupidaggini perché l’espressione “dittatura sanitaria” mi sembra una vera e propria stupidaggine. Aver cura e tutelare la salute non è una “dittatura sanitaria” ma un diritto dell’individuo ed un interesse della comunità  sancito dalla nostra Costituzione all’articolo 32..
L’unico caso in cui potrei tollerare l’espressione “dittatura sanitaria” è quando nelle strutture pubbliche di una regione non ci sono ginecologi che possano assistere una donna che intenda esercitare il proprio diritto all’aborto, garantito da una legge dello Stato, perché quelli che ci sono si professano tutti obiettori di coscienza.




[1] “Asciugare un bel bucato” è, dalle mie parti, un’espressione dialettale che significa risolvere un problema importante.