Dopo aver provato a risolvere i problemi delle scuole ferraresi donando i crocifissi, dopo aver cercato di eliminare lo spaccio della droga togliendo le panchine dai parchi pubblici, dopo aver tentato di debellare la piaga di chi dorme nei parchetti per bambini mettendo i recinti, le gabbie ed i lucchetti, ora la nostra incredibile amministrazione ha dotato di pistole i vigili urbani affinché siano “sempre più vicini ai cittadini” (confronta le dichiarazioni dell’assessore alla sicurezza Nicola Lodi qui: https://www.estense.com/?p=912623).
Sinceramente considero la vicinanza qualcosa che si dimostra senza armi ma con la presenza, il rispetto, la capacità di ascolto e di soluzione di problemi.
Mi chiedo e chiedo: cosa avrebbe risolto e cosa risolverebbe una pistola nelle mani dei vigili urbani?
Sì, lo so che gli addetti ai lavori chiamano “polizia municipale” quelle persone che noi continuiamo a chiamare “vigili urbani”; ma la spiegazione di questa diversità linguistica, per me, è semplice: nell’immaginario collettivo se pensi a polizia pensi alle armi ma se pensi ai vigili urbani pensi alla gestione del traffico, ai fischietti, alle palette e, al massimo, agli autovelox. Quindi l’uso delle parole giustifica la scelta ma forse le mansioni che svolgono i vigili, molto meno.
Saluto tutti i giorni, all’entrata e all’uscita da scuola, i preziosissimi e gentilissimi vigili e vigilesse che ci aiutano ad attraversare una strada trafficata per andare a scuola; ora, se me li immagino con una pistola Glock con dentro 17 proiettili ad altissima frammentazione, li saluterò ugualmente con lo stesso rispetto ma mi preoccuperò molto e mi verrà da pensare quale sia il motivo logico per cui l’amministrazione leghista abbia deciso di mettere “vigili pistoleri” davanti alle scuole, in mezzo ai bambini, o a passeggiare in città, in mezzo alla gente?
So che la paura, iniettata sapientemente da certi politici, farà accettare ai più l’uso della pistola e magari li rassicurerà di fronte a chissà quali minacce; io però non mi sento per niente più sicuro, anzi al contrario sono molto preoccupato e temo moltissimo che chi ne farà le prime spese saranno sfortunati malcapitati.
Insomma, mi sembra davvero incredibile che ci sia qualcuno che festeggi questa come una data storica; del resto, di cose incredibili e poco eLEGAnti se ne vedono un bel po’ nella nostra nebbiosa città.
Personalmente avrei saputo come impiegare diversamente i quasi 140 mila euro serviti per comprare “strumenti di morte e distruzione” : investendoli in “strumenti di vita e di istruzione” quali le biblioteche e le scuole.


La foto di copertina è: “Non-Violence” (aka “The Knotted Gun”) di Carl Fredrik Reuterswärd – Turtle Bay, New York, USA
In quella qui sopra: Carl Fredrik Reuterswärd .