“Do ut des” è una frase latina che significa “Io do a te affinché tu dia a me”, in pratica è una specie di contratto.
“Do ut dance” è una frase meticcia, metà latina e metà inglese, che nelle mie invenzioni ed intenzioni vuol dire «Io do a te affinché balli».
Alla maggior parte dei bambini della classe prima che sto frequentando piace molto ballare o meglio muoversi al ritmo della musica.
Di solito chiedono di farlo negli intervalli in cortile o viene proposta come vera e propria attività.
Non sono insegnante di ballo e, anche se non è una materia scolastica, credo faccia molto bene ai bambini e alle bambine sia perché imparano ad ascoltare generi musicali diversi ma soprattutto perché provano a leggere il ritmo con il corpo, ad interpretarlo con i movimenti, la mimica, le posture e poi in classe provano a raccontarlo anche in altre forme espressive (la parola, il disegno, le costruzioni, ecc).
In pratica, diventa un ulteriore mezzo espressivo di cui possono disporre.
Questi alcuni pensieri liberi dei bambini e delle bambine a proposito dei momenti in cui si muovono con la musica.
È molto bello quando ballo perché mi sento libero.
Mi piace ballare perché mi diverto.
Io ballo da quando sono piccolo.
A casa ballo quasi sempre, ballo anche a scuola.
Mi piace quando mi invento nuovi passi mentre ballo.
Lo sapete che non capita sempre di ballare a scuola quindi voglio godermi tutti i momenti che posso.
Quando ballo con la musica mi sento felice.
Mi piace tanto andare fuori in cortile a ballare.
Se io fossi la regina del ballo mi divertirei da morire.
Io ballo sempre in cortile con i miei amici tutti insieme.
Quando si balla a me piace correre.
Non mi piace ballare: mentre gli altri ballano io vorrei stare in classe a fare attività libera.
Mi piace quando balliamo perché ci divertiamo insieme.
A me piace ballare con i miei amici e i maestri.
A me piace ballare perché possiamo muoverci e perché mi piace la musica.
Io e gli altri siamo bravi a ballare.
In giardino ci scateniamo.
Le canzoni mi piacciono tutte; io a casa ascolto la musica di Luke Bryan.
A me piace ballare perché mi dà la carica e posso scatenarmi.
Non vedo l’ora di ballare ancora.
Mi piace ballare a casa con la mia famiglia e nel cortile della scuola con i maschi e le femmine insieme.
Mi piace ballare perché mi diverto.
Le canzoni mi piacciono tutte.
La canzone che mi piace di più da ballare è “Ui uil rochiu” dei Cuin.

P.S. I disegni che ho usato in questo post li hanno fatti due bambini in classe con me. Quello di copertina si intitola “Una bella ragazza che balla in discoteca ed un ragazzo con gli occhi innamorati di lei”; quello alla fine del post si intitola “Tre amici che ballano in cortile”.
Ci possiamo fidare delle traduzioni dal latino fatte da uno che frequenta la classe prima della scuola primaria?
Gugol traduttore dice che “do ut des” in italiano sta per “io do e do”, anzi, più precisamente, “Io do e do”.