BETin inglese significa “scommessa”, ecco perché molti siti o locali dove si scommette hanno questa parola nel proprio nome (EuroBet, UniBet, BetFlag, BetClic, SkyBet, BetFair, NetBet, BetStars, BETter, Bet365, ecc.).
In Italia il fenomeno delle scommesse è talmente diffuso che il giro d’affari cresce vertiginosamente di anno in anno e poco tempo fa era già di gran lunga superiore a quello che il nostro Paese spende in istruzione: un fatturato che oggi è facile immaginare sia attorno ai 100 miliardi di euro.
Confesso che mi trovo d’accordo con il cardinale Bagnasco quando dice che il gioco d’azzardo legale «è stato studiato per far perdere, produce povertà e malattia, è una nuova droga, un cancro che lo Stato non solo non contiene, ma favorisce e ci lucra».
Evidentemente a qualcuno fa comodo che i cittadini si consumino tentando di affidarsi alla fortuna piuttosto che rivendicare con forza e determinazione il proprio diritto, ad esempio, di avere un contratto di lavoro onesto ed un salario adeguato.
Fosse per me, per prima cosa userei l’ironia informando dell’apertura di nuovi siti di scommesse; questi:
BETlemme = Vinci sicuro… anche se sei un povero Cristo!
BEToniera = Vincono sempre tutti… anche chi, quando ha paura, fa come quell’uccello che nasconde la testa nella calce: il calcestruzzo.
BETtola = Si vince in ordine di classifica, in disordine mentale e in locali di infimo ordine!!!
sgamBETto = Vinci facile ma in maniera sleale.
Poi non renderei legale questo furto quindi ritirerei le licenze a tutti i locali e, credendo ancora nelle utopie possibili, scommetterei investendo forte sull’alfaBETizzazione come strumento di emancipazione delle persone.