Oggi a scuola durante un esercizio sull’uso dei suoni ce/ge/cie/gie, uno dei bambini della classe si è sbagliato e ha scritto “grattaGElo” anziché “grattaCIElo”.
I suoi compagni, ancor prima che io lo correggessi, sono intervenuti per dire che andava bene lo stesso perché la parola “gelo” era scritta bene e il “grattagelo”, poteva essere un utile oggetto da inventare.
Infatti loro dicono che, se il “grattacielo” è un edificio così alto che sembra grattare il cielo, il “grattagelo” potrebbe essere un apparecchio che serve per grattare il gelo, così dopo (al gelo) passano i brividi del prurito, si scalda, fa venire la neve e ai bambini piace di più.
Da maestro, non posso far altro che ammirare l’inaspettata creatività, apprezzare la bella solidarietà e constatare che la regola sull’uso dei suoni ce/ge/cie/gie è stata imparata bene.
P.S. Il disegno usato è intitolato “Il bosco fantastico” (Matteo, 7 anni)