Sulla nota del MIUR del 3 febbraio 2016 n° 674, che fornisce indicazioni sulle modalità di organizzazione delle visite guidate e dei viaggi di istruzione, gli insegnanti accompagnatori vengono caricati di compiti esorbitanti rispetto al loro normale mansionario.
Infatti, fra le altre cose si legge: “Nel corso del viaggio gli accompagnatori dovranno prestare attenzione al fatto che il conducente di un autobus non può assumere sostanze stupefacenti, psicotrope (psicofarmaci) né bevande alcoliche, neppure in modica quantità” o ancora l’accompagnatore: “Dovrà prestare attenzione alle caratteristiche costruttive, funzionali e ad alcuni importanti dispositivi di equipaggiamento: l’usura dei pneumatici, l’efficienza dei dispositivi visivi, di illuminazione, dei retrovisori”; infine: “Se il mancato uso riguarda un minore (si riferisce alle cinture di sicurezza, ndr) ne risponde il conducente o chi è tenuto alla sua sorveglianza, qualora si trovi a bordo del veicolo “.
Pur non essendo un avvocato, io credo che gli insegnanti si debbano preoccupare un bel po’ prima di programmare una visita guidata o un viaggio di istruzione con gli alunni perché, per loro, la responsabilità che sembra derivare da questo vademecum è evidente.
Viene da chiedersi se prossimamente il Ministero della cosiddetta “buona scuola”:
– in caso di VISITA AD UNA CITTÀ chiederà alle scuole di certificare che tutti i cittadini di quella località siano incensurati, che si alimentino in maniera sana, che siano astemi e che non siano affetti da malattie culturalmente trasmissibili;
– in caso di VISITA AD UNA PINACOTECA chiederà ai docenti di prestare attenzione che i quadri non siano stupefacenti, che le vernici usate non siano psicotrope e che le setole dei pennelli usati dai pittori siano ottenute da animali depilatisi spontaneamente da un’estetista riconosciuta dal MIUR;
– in caso di VISITA AD UN MUSEO chiederà agli accompagnatori di verificare che le ruote dei carri da guerra egizi non abbiano gli pneumatici usurati, che la visione delle statue di Bacco e di Venere non riducano gli alunni in cenere, che il vaso lacrimale (unguentarium) o quella da notte (scaphium) che usavano gli antichi romani, durante i saturnalia, non siano stati riempiti con bevande alcoliche;
– infine, in caso di VISITA AD UNA FATTORIA chiederà agli insegnanti di controllare che il fattore non si sia fatto, che la “vacca” sia un bovino di indubbia moralità e che il “porco” non sia un maniaco sessuale ma soprattutto che non indossi un soprabito da esibizionista con cui fare i propri “porci comodi”.

La cosa triste è che non solo si specificano nuove responsabilità, ma ci si guarda bene dal fare l’unica cosa che il Ministero dovrebbe fare: stipulare una polizza assicurativa (una di responsabilità civile) per il tempo della gita. I docenti italiani sono gli unici a non averla, mentre tutte le strutture private, anche per esempio le cascine didattiche, ce l’hanno. E’ la prima cosa da fare quando si ha a che fare con minori. In conseguenza di ciò molti docenti già si rifiutano di partecipare alle gite, che sono invece strumenti didattici utilissimi. Io che sono docente so di avere un minimo di assicurazione per una convenzione stipulata dal mio sindacato (la CGIL), non è giusto. Dovrebbe essere il Ministero a provvedere alla copertura assicurativa per tutti. Oppure dovrebbe farlo la singola scuola, ma non A DISCREZIONE del Preside. Si dovrebbe fare e basta.