Secondo voi, si potrebbe costituire un Comitato Promotore per proporre questo nuovo referendum che presto, immagino, circolerà via WhatsApp insieme agli altri cinque?
“In ogni comune d’Italia, da domani, si potrà firmare per ABROGARE LA NORMA CHE CONSENTE AI GIOCATORI DI CALCIO DI TAGLIARSI I CAPELLI IN MANIERA PITTORESCA. Porta dieci interisti ai nostri banchetti. Diffondiamo il più possibile. Firmato: Comitato Coiffeur Indignati”
Secondo voi, la Corte di Cassazione giudicherebbe legittimo un referendum di questo tipo?
“Tutti, 24 ore su 24, a raccogliere firme per il REFERENDUM ABROGATIVO DELL’ALONE DI SUDORE SOTTO ALLE ASCELLE. Possono firmare tutti i cittadini che hanno nel proprio guardaroba una camicia in tessuto sintetico. Cambia l’aria! Facciamola girare! Firmato: Associazione SU(non)DARE”
Secondo voi, la Corte Costituzionale ammetterebbe questo referendum?
“Da domani presso il proprio Comune di residenza si potrà firmare il REFERENDUM PER ABROGARE LA CANICOLA ESTIVA. Possono votare tutti, anche i cani e i ferraresi. Diffondi il più possibile. Firmato: Coordinamento Uffa che Afa“
Secondo voi, qualcuno organizzerebbe i banchetti per raccogliere firme a favore di questo referendum?
“In ogni comune d’Italia, da domani, si potrà firmare per ABROGARE IL LUNEDÌ DALLA SETTIMANA LAVORATIVA. Porta i tuoi colleghi fannulloni ai nostri divani: basta che siano sfaccendati e abbiano diritto al voto. Firmato: Comitato per la Settimana Più Corta”
Secondo voi, raggiungerebbe il quorum un referendum simile?
“In ogni comune d’Italia, da domani, si potrà firmare per ABROGARE LA SPORCIZIA E GLI ODORI SGRADEVOLI. Denaro sporco? Riciclato! Vecchia politica? Riciclata! Fai entrare una ventata di novità. Firmato: Federazione Puliti & Profumati”
Secondo voi, questo referendum potrebbe avere la maggioranza dei voti a favore?
“Non nomi e cognomi ma pseudonimi. FIRMA PER ABROGARE LA FIRMA. Ognuno di noi ha tutto luglio e agosto per prendere 10 persone e accompagnarle in comune a firmare per difendere il diritto all’anonimato. Basta con l’assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Firmato: Indovina Chi”
Io credo proprio di NO, sei volte NO e la stessa cosa la penso per il referendum sulla scuola di cui abbiamo notizia via WhatsApp, peraltro senza nemmeno che sia riportata una firma conosciuta e riconoscibile (chi è questo fantomatico “Comitato Leadership alla Scuola?”)
Concordando con quanto deciso il 12 luglio scorso a Roma dall’Assemblea di tutti i gruppi, i comitati, le associazioni, i sindacati e i partiti che nel paese si sono battuti in vario modo in questi mesi contro il DDL del governo sulla scuola, penso che non dovremmo farci prendere dalla smania di accelerare.
Molti di noi sono educatori e tutti abbiamo imparato bene dal nostro stesso lavoro che per crescere e per far crescere servono sia la passione che la volontà, ma anche l’ottimismo e soprattutto il TEMPO.
Abbiamo perso è vero ma solo perché chi ci governa ci governa nel modo che ci governa…
La battaglia della scuola viene presa ad esempio anche da altre “categorie” perché è riuscita, tenendo insieme tutti (o quasi), a mostrare argomenti convincenti.
Non è finita! Non è finita! NON È FINITA!!!
Il referendum da solo non potrà mai risolvere tutto.
Occorre continuare a tenere alta la tensione, con i nostri metodi, cercando di spiegare, di convincere, di smascherare le bugie, di coinvolgere, di andare oltre la scuola, di far scuola in modo diverso, di vivere la scuola in maniera “attiva”.
Se, dentro la scuola a settembre, tutto si affloscerà potremo avere anche settecento referendum ma non serviranno a un bel niente perché non riusciremo a portare almeno ventisei milioni di italiani a votare e a convincere più della metà di loro a votare SÌ.
Per me è questo il punto: bisogna arrivare a più gente possibile! Ancora di più!
So bene che prima servono i quesiti giusti: legittimi, ammissibili, inattaccabili, poi la raccolta di firme, ecc. ecc., ma se non riusciremo a convogliare ancora più attenzione da parte di molti più cittadini (non solo i docenti, gli Ata, gli studenti) avremo combattuto una battaglia inutile.
Il prossimo dovrà essere un anno scolastico intenso che prepari la raccolta di firme di un sacrosanto referendum che, anche legandosi ad altri, parta dal mondo della scuola e coinvolga tutti quelli che ci staranno, mantenendo alta l’attenzione del paese, dentro e fuori dalla scuola.
Ciò che diceva Borrelli, ai tempi di Berlusconi, vale ancor di più oggi, se riusciremo a farlo diventare il nostro primo motto: Resistere, resistere, resistere.
Solo allora il secondo motto potrà essere: referendum, referendum, referendum.
Comunque la pensiate, buona lettura e diffusione dei seguenti documenti:
Conclusioni dell’incontro nazionale a Roma del 12 luglio
Ordine del giorno del Comitato direttivo nazionale della FLC CGIL sulla legge del Governo sulla scuola
L’UNICOBAS sul (sui) referendum contro la cosiddetta “buona scuola”
