la-ricchezza-in-Italia-scende-e-si-concentraCipollino era figlio di Cipollone e aveva sette fratelli: Cipolletto, Cipollotto, Cipolluccio e così di seguito, tutti nomi adatti ad una famiglia di cipolle. Gente per bene, bisogna dirlo subito, però piuttosto sfortunata.
Cosa volete, quando si nasce cipolle, le lacrime sono di casa.
Cipollone ed i suoi figli abitavano in una baracca di legno, poco più grande di una cassetta di quelle che si vedono dall’ortolano. I ricchi che capitavano da quelle parti torcevano il naso disgustati.
(Gianni Rodari, Le avventure di Cipollino, Editori Riuniti)
Ho inserito questo brano che Rodari scrisse nel 1951 per introdurre un breve ed intenso filmato che vale la pena di vedere, mostrare, commentare, diffondere.

distribricchezzaSappiamo tutti che la distribuzione delle ricchezze è singolarmente anomala tanto da far aumentare sempre di più il divario economico e sociale nel mondo intero, ma non so quanti sappiano che la popolazione globale dei Paperon de’ Paperoni (persone con un patrimonio pari o superiore a 1 milione di dollari con esclusione di residenze private, oggetti da collezione, beni di consumo e altri beni durevoli) è aumentata del 9,2% raggiungendo i 12 milioni di individui. Non solo, la loro ricchezza è anche cresciuta del 10% nel 2012. La classifica per paese, vede l’Italia al decimo posto con un numero totale di “ricconi” corrispondente a 176.000 individui nel 2012. La ricchezza detenuta da questi ricchi italiani si attesta intorno ai 336 miliardi di dollari con un incremento pari al 4,5% rispetto all’anno prima. (Fonte: World Wealth Report 2013).
“I nuovi miliardari sono molto diversi dai vecchi. Alla vecchia categoria dei “padroni” del vapore, industriali e imprenditori del settore manifatturiero, si è sostituita una classe di speculatori, operatori finanziari, concessionari di risorse e materie prime, banchieri e managers che pur non inventando o producendo nulla – si legge nel rapporto – vedono moltiplicarsi esponenzialmente profitti e stipendi”. (Da: Il Fatto Quotidiano)
Trovo abominevole ed indecente una tale situazione e pur rendendomi conto che le cause sono molteplici, credo anche possano esistere le cure per una simile odiosa malattia
infettiva.
Se la disuguaglianza si vuol stroncare,
un rimedio lo si può certo trovare.
C’è una cura alla portata,
per qualcuno un po’ salata,
forse nemmeno determinante,

magari non la più importante,
ma anche solo per dimostrare
la
sacrosanta volontà di curare,
perché non occuparsi con attenzione
di una giusta tassazione.
Chissà come mai, proprio oggi, se scrivo Tassazione mi vengono in mente le rime con Evasione e soprattutto con Cassazione?
Comunque evadiate, ma solo da questa realtà per immaginarne e costruirne una migliore, buona visione.

COME È DIVISA LA RICCHEZZA NEL MONDO


Il testo del filmato
Oggi si parla molto dell’ineguaglianza, e del fatto che l’1% dei più ricchi abbia così tanto di più di tutti gli altri. Il discorso però è focalizzato soprattutto sugli Stati Uniti, mentre sembra che la situazione dell’ineguaglianza sia molto simile anche a livello globale.
Questi sono i risultati di una serie di ricerche fatte su fonti affidabili, come ad esempio le Nazioni Unite.
Mentre risulta che le cose siano decisamente sbilanciate negli Stati Uniti, la situazione è addirittura peggiore se si guarda al mondo intero.
Cominciamo con questo grafico, che rappresenta una distribuzione perfettamente equilibrata delle ricchezze fra tutte le persone viventi, divise in cinque gruppi uguali fra loro.
Vediamo adesso quanto ciascun gruppo veramente possiede rispetto agli altri. L’80% della popolazione mondiale non ha praticamente nessuna ricchezza. È addirittura difficile vederli, nel grafico.
Mentre il 2% fra i più ricchi possiede più ricchezze di metà del resto del mondo.
Guardiamo il grafico in un altro modo. Prendiamo l’intera popolazione mondiale, 7 miliardi di esseri umani, e riduciamola ad un numero di 100 individui che li rappresentino tutti. Eccoli qua. La gente più povera è a sinistra, la più ricca a destra. Vediamo ora come è distribuita la ricchezza totale del mondo, circa 223 mila miliardi di dollari.
La stragrande maggioranza della gente non ha praticamente nulla. Nulla con cui pagare l’educazione ai propri figli, nulla con cui comprarsi le medicine più essenziali. Mentre l’1% dei più ricchi ha accumulato il 43% di tutta la ricchezza mondiale.
L’80% alla base, nel frattempo, dispone di circa il 6% delle ricchezze mondiali, da dividersi fra loro.
Ma nemmeno questo mostra quanto estrema sia diventata la situazione. Le 300 persone più ricche di questa terra hanno la stessa ricchezza dei 3 miliardi di persone più povere della terra. In altre parole, un gruppo di persone che può stare dentro un aereo di medie dimensioni, possiede più ricchezza dell’intera popolazione dell’India, della Cina, degli Stati Uniti e del Brasile messe insieme
La differenza si vede anche geograficamente, con uno scarto sempre maggiore tra le poche nazioni più ricche e il resto del mondo.
Per la maggior parte della storia, le cose sono state molto più equilibrate. Duecento anni fa le nazioni più ricche erano soltanto tre volte più ricche di quelle più povere. Alla fine del colonialismo, negli anni 60, erano 35 volte più ricche. Oggi sono circa 80 volte più ricche.
Le nazioni più ricche cercano di compensare la differenza, offrendo aiuto alle nazioni più povere: circa 130 miliardi di dollari all’anno, che sono una bella cifra. Ma allora, perché lo scarto a livello mondiale continua a crescere?
Uno dei motivi è che le grandi corporation tolgono alle nazioni più povere circa 900 miliardi di dollari all’anno, attraverso una forma di frode fiscale basata sulla manipolazione dei prezzi nel commercio.
Oltre a questo, le nazioni più povere pagano circa 600 miliardi di dollari all’anno di debito alle nazioni più ricche, su prestiti che vengono ripagati molto più di una volta. E poi ci sono i soldi che le nazioni povere perdono a causa delle regole sul commercio imposte delle nazioni più ricche, che grazie a queste regole hanno un più facile accesso alle loro risorse e ad una manodopera a basso costo.
Gli economisti dell’università del Massachusetts hanno calcolato che questo venga a costare alle nazioni più povere circa 500 miliardi di dollari all’anno.
Se si mette tutto insieme, risultano circa 2 mila miliardi di dollari che fluiscono ogni anno dalle nazioni più povere verso quelle più ricche.
I governi delle nazioni più ricche amano dire che vogliono aiutare le più povere a svilupparsi, ma chi sta veramente aiutando chi a svilupparsi, a questo punto?
Questo fa pensare che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato nelle regole fondamentali dell’economia globale.
Non può essere giusto che la ricchezza del nostro pianeta sia stata tutta concentrata in questo modo nelle mani di un numero così ridotto di persone.
L’unica soluzione ragionevole, e l’unica speranza, sembra essere quella di cambiare le regole.
Fonte: http://www.therules.org/   Traduzione di: Massimo Mazzucco


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