colori-cromatismiPochi giorni fa il cappellano dell’ospedale di Cona, don Stefano Piccinelli, ha appeso al muro della cappella un volantino diffuso dal quotidiano cattolico online: La Nuova Bussola Quotidiana.
L’appello ha per titolo: “Fermiamo la legge contro l’omofobia“.
In seguito al suo gesto, si sono letti sulla stampa diversi interventi a difesa e contro la stessa legge.
Trovo interessante riportare in particolare due contributi; il primo è ciò che scrive la Redazione di TEMPI, quotidiano online di cronaca, attualità, politica, economia, esteri, Chiesa e spettacolo:
“Il testo della legge sull’omofobia, anche se potrebbe non sembrare, minerà la libertà di espressione e renderà reato ogni opinione espressa in pubblico o a scuola contro l’ideologia del gender, il sesso ancorato al dato biologico e il matrimonio gay. È da notare che la proposta di legge non aggiunge nulla al rispetto che deve comunque essere portato agli omosessuali in quanto persone; rispetto che è già garantito da apposite norme penali.”
Il secondo contributo è di Mons. Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara, (vedi Thomas Rufus, chi era costui) di cui riporto qualche passo.
«Sulla sana laicità del nostro popolo e della nostra società, incombe un pericolo gravissimo»
«Lo stato, per difendere una certa opzione e i suoi sostenitori, specificamente coloro che professano teoricamente l’omosessualità e la praticano nella società, penalizza in maniera gravissima e irreversibile le altre opinioni e le altre opzioni».
«A più di settant’anni dal fascismo introduce un reato di opinione che evoca i tempi torbidi delle ideologie statali che sembravano superati per sempre. Tempi in cui lo Stato, scegliendo posizioni ideologiche, le imponeva e sacrificava quelle non coincidenti con la sua».
«Il nostro popolo rischia di perdere quella libertà di espressione fondamentale, di scelte, di opzioni, di opinioni e di concezioni della vita che costituiscono il nucleo profondo dell’esperienza laicale».
«Chi continuerà a fare riferimento alla grande tradizione eterosessuale dell’occidente che ha trovato nel magistero della chiesa cattolica e nella pratica della vita cristiana in questi secoli una grande e significativa testimonianza, rischia di essere inquisito se esprime pubblicamente le proprie convinzioni».
«I sacerdoti e i vescovi che nell’ambito delle celebrazioni liturgiche pubbliche citeranno brani di San Paolo inerenti alla scorrettezza delle posizioni omosessuali, o il Catechismo della Chiesa Cattolica o buona parte della Dottrina Sociale della Chiesa, potrebbero essere denunciati alle autorità pubbliche».
«Tutte le volte che si lavora per la propria libertà si lavora per la libertà di tutti e tutte le volte che si perde o si vede ridotta la propria libertà, la si perde o la si riduce per tutti».
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Se tutto questo avvenisse in un fumetto, mi sarebbe facile commentare dapprima con un Sigh, seguito progressivamente da Gulp, Argh, Grunt, Grrr.
Visto che non siamo in un fumetto, mi sento di scrivere che il dissenso è legittimo e la libertà di critica sacrosanta ma più leggo simili interventi più imparo come si costruisce la pedagogia della paura, come si organizza la paura della diversità, come si definisce la diversità delle libertà.
Mi indigna in particolare la frase scritta dalla Redazione di Tempi: “La legge minerà la libertà di espressione e renderà reato ogni opinione espressa a scuola…”.
Ma che arroganza potente nasconde quella frase quando addirittura aggiunge: Sarà così anche se potrebbe non sembrare”.

Ma che idea di Scuola Pubblica ha la Redazione di Tempi?
Immagino la stessa di chi tuonava contro gli insegnanti della Scuola Statale che: “Vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori“.
O, anche con questo intervento, quella Redazione vuole forse deviare l’attenzione dai fenomeni di “diversa accoglienza” che avvengono nelle scuole private: numero di alunni disabili più basso, retta dell’insegnante di sostegno a carico della sua famiglia e/o dell’Ente Locale, numero di alunni stranieri “controllato”, numero minimo di alunni per classe molto più basso, scarso rendimento nei test Invalsi, ….
Oppure intende lanciare un messaggio a chi è in Consiglio Comunale a Bologna e il 29 luglio dovrà votare sull’ordine del giorno di Sinistra Ecologia e Libertà e Movimento 5 Stelle che recepisce il risultato del referendum bolognese e azzera in 3 anni i contributi alle scuole private
Quello che io ci vedo in quella frase è purtroppo un ennesimo, grave, attacco indiscriminato ai danni di chi lavora in una scuola di tutti e per tutti, dove si pratica davvero la libertà di espressione: la Scuola Pubblica.
volantino-giornata-contro-omo2Le frasi dell’arcivescovo invece, da rispettare in quanto espressione di un diverso punto di vista, penso usino come leva l’ignoranza di chi ascolta, cioè la non conoscenza della legge “Disposizioni in materia di contrasto dell’omofobia e della transfobia“.
Infatti, dopo un’affermazione eccentrica (“sana laicità del nostro popolo e della nostra società“), Mons. Negri insinua riferimenti al fascismo, al sacrificio di chi la pensa diversamente e addirittura, ipse dixit, al rischio di essere inquisiti per l’espressione pubblica delle proprie convinzioni.
Come riuscire a spaventare più di così?

Non si può certo dire che l’Arcivescovo non sia uomo temerario e che non voglia davvero stanare le forze politiche locali sui grandi temi?
Forse è proprio questo il suo modo di Comunicare e Liberare?
Il mio, da maestro elementare, è quello di confidare nei tempi e nei modi dell’apprendimento e nella capacità di ciascuno di crearsi una propria opinione: a tal scopo, di seguito, incollo alcuni materiali che spero possano essere utili:
1) Definizione di “omofobia” presa dal Vocabolario Treccani:
OMOFOBÌA s. f. [comp. di omo(sessuale) e -fobia]. – Avversione ossessiva per gli omosessuali e l’omosessualità.

2) Parte della Risoluzione del Parlamento Europeo sull’Omofobia in Europa:
Dalla Risoluzione del Parlamento Europeo del 18 gennaio 2006:
“L’omofobia può essere definita come una paura e un’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo” <…>

“L’omofobia si manifesta nella sfera pubblica e privata sotto forme diverse, quali discorsi intrisi di odio e istigazioni alla discriminazione, dileggio, violenza verbale, psicologica e fisica, persecuzioni e omicidio, discriminazioni in violazione del principio di uguaglianza, limitazioni arbitrarie e irragionevoli dei diritti, spesso giustificate con motivi di ordine pubblico, libertà religiosa e diritto all’obiezione di coscienza” <…>
“Il Parlamento Europeo:

– chiede alla Commissione di far sì che la discriminazione basata sull’orientamento sessuale sia vietata in tutti i settori, completando il pacchetto antidiscriminazione fondato sull’articolo 13 del trattato, mediante la proposta di nuove direttive o di un quadro generale che si estendano a tutti i motivi di discriminazione e a tutti i settori <…>
– sollecita vivamente gli Stati membri e la Commissione a intensificare la lotta all’omofobia mediante un’azione pedagogica, ad esempio attraverso campagne contro l’omofobia condotte nelle scuole, le università e i mezzi d’informazione, e anche per via amministrativa, giudiziaria e legislativa <…>
– ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato anche in questo settore al fine di garantire la libertà di circolazione per tutte le persone nell’Unione europea senza discriminazioni <…>
– condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l’odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo, e chiede alle gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli <…>

– sollecita vivamente gli Stati membri e la Commissione a intensificare la lotta all’omofobia mediante un’azione pedagogica, ad esempio attraverso campagne contro l’omofobia condotte nelle scuole, le università e i mezzi d’informazione, e anche per via amministrativa, giudiziaria e legislativa” <…>
3) Testo del Disegno di Legge che introduce il reato di omofobia, inizialmente entrato in Commissione Giustizia su proposta di PD, SEL, M5S e Scelta Civica. Successivamente modificato da PD e PDL.
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTRASTO DELL’OMOFOBIA E DELLA TRANSFOBIA

Art. 1.
1. All’articolo 3, della legge 13 ottobre 1975, n. 654 (nota 1), e successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:
al comma 1, alle lettere a) e b) [Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell’attuazione della disposizione dell’articolo 4 della convenzione, è punito: a) con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi] sono aggiunte le seguenti parole: “o fondati sull’omofobia o transfobia”;
al comma 3, primo periodo [È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi], dopo le parole “o religiosi” sono aggiunte le seguenti parole “ o fondati sull’omofobia o transfobia”.
2. Al Titolo del decreto legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito con modificazioni della legge 25 giugno 1993, n. 205 [Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, recante misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa], dopo le parole “e religiosa” sono aggiunte le seguenti: “ovvero fondata sull’omofobia o transfobia”.
3. Alla rubrica dell’articolo 1, del decreto legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito con modificazioni della legge 25 giugno 1993, n. 205 [Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell’attuazione della disposizione dell’articolo 4 della convenzione, è punito:
A) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
B) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi], dopo le parole “o religiosi” sono aggiunte le seguenti: “ovvero fondati sull’omofobia o transfobia”.
(nota 1.Ratifica ed esecuzione della convenzione Internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, aperta alla firma a New York il 7 marzo 1966)
Pertanto, come diceva il maestro Alberto Manzi: “Non è mai troppo tardi“… per documentarsi, per confrontarsi, per ragionare, per provare a capirsi, per imparare  e poi anche per non essere d’accordo.
“Non è mai troppo tardi” in inglese si dice: “It’s never too late“, come cantava Carole King nell’album “Colour of your dreams”.
Io però preferisco consigliare il vecchio doppio disco dal vivo di Van Morrison intitolato: “It’s too late to stop now” (È troppo tardi per fermarsi adesso) provando, in tal modo, a suggerire un forte invito alle forse politiche locali ad esprimersi chiaramente sull’argomento.
Buon ascolto, ma che sia completo…. perché non ci si potrà certo fermare a “Here comes the night” (Ecco che arriva la notte).
StopOmofobia