65989_144467232384619_749534634_nSono consapevole di scomodare una frase tratta da un testo bellissimo di Fabrizio De André per un riferimento alle tristi ambiguità del PD nella vicenda dei cacciabombardieri F35.
La uso in forma eufemistica per indirizzare il mio sdegno verso una citazione che spero diventi domanda rivolta con rispetto a chi sente il bisogno di interrogarsi.
Ieri il Parlamento ha avuto la possibilità di votare la mozione di Sinistra Ecologia Libertà, Movimento 5 Stelle ed una piccolissima parte del PD che avrebbe potuto cancellare definitivamente il programma di acquisto di 90 cacciabombardieri F35 (costo iniziale: oltre 14 miliardi).
La mozione non è passata a causa di un’ennesima doppiezza del PD: in pratica, coerentemente con gli intenti del governo delle larghe intese ma in contraddizione palese con gli impegni assunti in campagna elettorale, il PD, in Parlamento, ha proposto una mozione che dice che, in futuro quando si dovrà decidere, servirà il parere del Parlamento.
Paradossale! Sembrano davvero dimenticare che ieri non erano al Bar dello Sport ma che in Parlamento c’erano già e avrebbero potuto decidere!!!
Il risultato è che è stata approvata proprio questa mozione “salvaintese” presentata insieme al PDL; di conseguenza il PD si è salvato da una ennesima possibile frattura interna (la maggior parte dei deputati era favorevole a sostenere la mozione di SEL e M5S) e risulta essere sempre più sbilanciato verso gli ” stretti abbracci ” delle “larghe intese”.
Sembra una squadra di calcio che, non avendo una precisa strategia di gioco, subisce l’attacco degli avversari più forti e, appena riceve la palla la rinvia, calciandola il più lontano possibile, per paura di doversi assumere la responsabilità di creare qualche azione.
I giornali di oggi titolano, se ci fossero ancora dubbi: “Lo compro dopo” il Manifesto; “Indagine di 6 mesi prima degli acquisti” la Repubblica; “No ad altri acquisti senza l’OK del Parlamento” il Corriere della Sera.
Il governo ha scelto quindi di non risparmiare 14 miliardi, ha scelto di non investire su scuola, incentivi per il lavoro e welfare ma ha deciso di non decidere, rinviando tutto di qualche mese: come l’IMU, l’IVA così con gli F35.
In questo, trovo vergognoso che dopo aver ascoltato in campagna elettorale tante dichiarazioni di esponenti PD favorevoli alla sospensione del programma di acquisto degli F35, compreso l’allora segretario, abbiano scelto di lavarsene le mani.
A proposito di mani, Don Lorenzo Milani diceva: “È inutile avere le mani pulite per poi tenersele in tasca“.
Ieri nell’anniversario della morte del priore di Barbiana (26 giugno 1967) ha fatto bene Giulio Marcon di SEL, nella sua dichiarazione di voto, a ricordare a Roberto Speranza, capogruppo PD:
“Nel suo discorso sulla fiducia al Governo di larghe intese, lei ha citato una frase di don Milani: «È inutile avere le mani pulite per poi tenersele in tasca». Io mi permetto di consigliarle di non scomodare in un modo un po’ azzardato don Milani per giustificare la scelta di stare al Governo con Berlusconi ma di ascoltare più saggiamente le parole di don Milani contro gli armamenti, contro le spese militari e per il rispetto delle leggi della coscienza di fronte alle scelte ingiuste dello Stato. In certi momenti, ricordava ancora don Milani, bisogna obbedire solo alla propria coscienza. E la vostra coscienza – se la ascoltate sinceramente – non può dirvi che è giusto spendere 14 miliardi di euro per degli aerei da guerra. La vostra coscienza non può dirvi che degli aerei capaci di sganciare degli ordigni nucleari sono degli strumenti di pace. La vostra coscienza non può dirvi che si tratta di una scelta necessaria, quando è necessario salvare milioni di italiani dalla disoccupazione e dalla povertà.”
Il suo intervento completo lo potete leggere qui: dichiarazione-voto-Giulio-Marcon
L’intera discussione di ieri qui: http://www.disarmo.org/nof35/la-discussione-alla-camera-sulla-mozione-no-f35
Trovo scandaloso che tutto ciò sia avvenuto pochi giorni dopo che l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ci abbia bocciato sonoramente per ciò che riguarda la nostra realtà scolastica o meglio abbia bocciato le nostre politiche scolastiche degli ultimi 15 anni.
jpg_2209492Provo a riassumere sinteticamente alcuni dati:
– fra i 34 paesi dell’OCSE, siamo all’ultimo posto per ciò per quanto riguarda gli investimenti nell’istruzione (solo il 4,7% del Prodotto Interno);
– l’Italia è l’unico paese dell’area dell’Ocse che dal 1995 non ha aumentato la spesa per studente nella scuola primaria e secondaria;
– i Paesi dell’Ocse, nello stesso periodo, hanno aumentato in media del 62 per cento la spesa per studente negli stessi livelli d’istruzione;
– abbiamo il corpo docente più anziano dell’area OCSE e il peggio pagato;
– i giovani Neet (Not in Education Employment or Training, in pratica sono i  giovani che non studiano né lavorano) raggiungono la percentuale terribile del 23%, una fra le più alte;
– nel 2012 solo il 13,8% degli italiani risultava laureato contro una media OCSE del 32% (peggio di noi solo la Romania mentre Svezia, Regno Unito e Finlandia ne hanno il triplo);
– nel 2005 il 57,7% degli italiani non leggeva nemmeno un libro all’anno, nel 2012 l’incremento è stata minimo: 3,7%;
– un dato positivo: 1 donna su 4 tra i 25 e i 34 anni è laureata contro 1 su 6 tra gli uomini.
In sintesi, fra i 34 paesi  dell’area OCSE risultiamo agli ultimi posti per cultura e istruzione ma, se può consolare, sembra che siamo terzi per l’uso di medicina estetica!
In effetti, i paesi più avanzati investono nella Scuola e nell’Università, convinti che siano le più grandi armi di costruzione di massa mentre in Italia, dove ci sentiamo dire che i cacciabombardieri F35 sono strumenti utili a costruire la pace, potremo anche fingere di sembrare “pacificamente belli” ma di sicuro ci siamo guadagnati la certificazione di: “bellicosamente ignoranti“.