2651_a (120 x 80)Martedì 25 giugno alla Camera dei Deputati si voterà la mozione che chiede la cancellazione della partecipazione italiana al programma di acquisto dei cacciabombardieri F-35 Joint Strike Fighter.
Tale mozione è stata presentata da 158 parlamentari: i gruppi di Sinistra Ecologia Libertà, del Movimento 5 Stelle e da 14 deputati del Partito Democratico (in Emilia Romagna mi risulta che solo Antonella Incerti del PD abbia firmato e sottoscritto la Mozione NO F35).
In campagna elettorale l’argomento è stato sulla bocca di tutti: addirittura Berlusconi e Monti si sono sbilanciati a favore di un ridimensionamento.

Bisogna dar atto a Pierluigi Bersani di essere stato molto chiaro, nel gennaio scorso, quando dichiarò: “Nell’ambito delle spese militari bisogna assolutamente rivedere il nostro impegno per gli F-35. La nostra priorità non sono i caccia, la nostra priorità è il lavoro.”
Era gennaio e adesso siamo in giugno: a parte la lettera iniziale del nome, i due mesi non hanno niente in comune. E il PD di oggi, quello delle larghe intese, cosa ha in comune con quello di gennaio?
Giuseppe Civati, sul suo blog, ironizza sulle incertezze del PD in un bel post intitolato “Mettete fioroni nei vostri cannoni“.
Insomma da che parte sta il PD? Mi piacerebbe saperlo prima del 25 giugno ma proverò a resistere, anche ai miei pregiudizi.img_16564
Invece non sono curioso di sapere come voteranno gli altri gruppi: il Ministro della Difesa Mario Mauro, che sta con Monti, propone addirittura di comprare 40 aerei in più!!! (Inizialmente gli F35 previsti erano 131).
Ricordo che:
1) i tagli ferocissimi alla scuola sono stati poco più della metà delle spese per l’acquisto di questi aerei (oltre 8 miliardi di euro contro i 15 miliardi);
2) Lo slogan della campagna contro l’acquisto di questi aerei era: F35 equivale a 183 asili nido per 12.810 bambini.
Deduco quindi che:
1) gli slogan possono diventare scelte politiche se l’impegno dichiarato in campagna elettorale verrà onorato con un voto conseguente;
2) gli investimenti sulla scuola e sul lavoro si possono fare se si sceglierà di rinunciare a questi strumenti di morte;
3) chi voterà in maniera contraria alla mozione, non è assolutamente interessato ad investire in istruzione e ricerca o a reperire risorse per il lavoro.
Sarà un ragionamento “elementare” ma come maestro “elementare”, pur non rifiutando la complessità, mi interessano gli elementi base e credo che la buona politica debba saper essere “elementare” se vuole davvero essere rappresentativa.
Quindi mi indignerei di fronte a qualsiasi scusa di comodo, raffazzonata per giustificare un voto contrario.
Si può e si deve cambiare e si può iniziare a farlo martedì 25 giugno prossimo.
L’invito dei promotori della Campagna NO F35 è quello di copiare il testo sottostante scritto in blu e spedirlo agli indirizzi mail dei deputati della propria circoscrizione .
In fondo al post ho provato a mettere in ordine gli indirizzi mail dei deputati della Circoscrizione Emilia Romagna (se dovessi aver scordato qualcuno pregherei di segnalarmelo via mail).
Mi permetto inoltre di segnalarvi che il mio l’ho appena spedito con una modifica.
Ho incollato prima del testo in blu le parole del migliore Presidente della Repubblica che l’Italia abbia avuto: Sandro Pertini che, nel suo discorso di insediamento alla Presidenza della Repubblica del 1978, fra le altre, pronunciò queste parole che andrebbero insegnate a memoria nelle scuole:
“L’Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa è la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire.”
Comunque siate contro le bombe, buon mailbombing. Mauro

La Camera voti la cancellazione del programma F-35
Nei prossimi giorni la Camera dei Deputati discuterà una mozione di 158 parlamentari di SEL, PD e M5S che chiede la cancellazione della partecipazione italiana al programma dei cacciabombardieri F-35 Joint Strike Fighter.
In linea con le richieste e indicazioni della campagna “Taglia le ali alle armi” (che dal 2009 si batte contro i caccia) sosteniamo questa nuova iniziativa parlamentare e tutte quelle che si renderanno necessarie per bloccare una scelta così sbagliata.
Spendere 14 miliardi di euro per comprare (e oltre 50 miliardi per l’intera vita del programma) un aereo con funzioni d’attacco, capace di trasportare ordigni nucleari, mentre non si trovano risorse per il lavoro, la scuola, la salute e la giustizia sociale è una scelta incomprensibile che il Governo deve rivedere
Per questo chiediamo a tutti i Deputati di sostenere questa mozione e tutte le iniziative parlamentari tese a fermare il programma degli F35 e a ridurre le spese militari a favore del lavoro, dei giovani, del welfare e delle misure contro l’impoverimento dell’Italia e degli italiani.

Primi firmatari: Ascanio Celestini – Luigi Ciotti – Riccardo Iacona – Chiara Ingrao – Gad Lerner – Savino Pezzotta – Roberto Saviano – Cecilia Strada – Umberto Veronesi – Alex Zanotelli

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