acquanonsivende
Se le mie fonti non sono sbagliate e se io non sono troppo confuso dall’euforia, tra domenica 12 e lunedì 13 giugno sono andate a votare oltre 27 milioni di persone.
Qualcuno invece aveva imposto il silenzio a certi telegiornali, qualcuno aveva fatto carte false per evitare i referendum, qualcuno ha invitato a trascorrere la domenica al mare, qualcuno che è stato votato non ha votato.
Nonostante questo, oltre 27 milioni di persone hanno dimostrato con chiarezza di non gradire questa “aria condizionata” ma di preferire i “venti del rinnovamento”.
Vento di ponente, che soffia come brezza ma svolge un’azione mitigatrice sulla calura insopportabile creata da questa cappa antidemocratica che opprime.
Vento di scirocco, che viene dal Nordafrica e regala il calore di chi ha riempito quelle piazze con la voglia smisurata di cambiamento.
Vento di levante, apparentemente debole ma deciso, che porta freschezza (per alcuni) e  precipitazioni (per altri).
Vento di tramontana, che mostra finalmente il tramonto di chi vuol privatizzare l’ambiente, la giustizia ma anche l’istruzione.
Questi venti di cambiamento sono stati sospinti con forza anche da quasi 140.000 nuovi elettori: ragazzi e ragazze che votando per la prima volta  non si sono lasciati condizionare l’aria ma hanno preferito dimostrare una grande voglia di partecipazione, un enorme bisogno di speranza, un macroscopico desiderio di cambiamento.
Come dicono in maniera stupenda i napoletani…“E figle so’ piezz ‘e quorum!”
È per questi splendidi soli e per tutt* coloro che hanno impegnato la loro straordinaria energia, pulita e rinnovabile, che mi viene da parafrasare il titolo di un famoso libro del maestro Mario Lodi: “C’è speranza se questo accade in Italia, oggi”.
Comunque vi godiate il vento, buoni festeggiamenti. Mauro