Credere_Obbedire_CombattereIl 27 aprile scorso, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna ha inviato a tutti i dirigenti degli Uffici scolastici provinciali della regione una nota riservata il cui senso è: “Vietato criticare il governo e i suoi provvedimenti sulla scuola”.
L’invito rivolto al personale scolastico è quello di “astenersi da dichiarazioni o enunciazioni che in qualche modo possano ledere l’immagine dell’amministrazione pubblica.” Addirittura “è improprio – si legge nel testo – indirizzare ad alte autorità politiche o amministrative diverse dal loro diretto riferimento gerarchico documenti, appelli o richieste”.
In allegato la nota originale e la prima pagina di un libro per la seconda elementare di qualche anno fa, c’è una dedica ma la firma non è chiara (diciamo che il cognome fa rima con Gelmini ma è un po’ diverso). In fondo al messaggio qualche articolo dalla stampa. Di sotto lo spazio per i commenti silenziosi.
……(spazio per i commenti silenziosi)…..
Io immagino che, insieme alla nota riservata, sia stato fornito un P.D.L. cioè un Prontuario Delle Libertà che il personale direttivo, docente, ATA e gli studenti potrebbero usare per eseguire alla lettera ciò che è stato richiesto dal Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale ma soprattutto per difendersi da domande troppo specifiche poste da genitori arrabbiati o da giornalisti curiosi. Ecco alcune parti del Prontuario con indicate le risposte di libera obbligatorietà:
DOMANDA 1: Il governo ha tagliato quasi 8 miliardi di euro alla scuola e circa 130 mila posti fra docenti e personale ATA. Cosa ne pensa?
RISPOSTA SUGGERITA: “Sette, quattordici, ventuno, ventotto questa è la conta di Paperotto. Paperotto è andato a Roma a cercare la corona, la corona è del re a star sotto tocca a te! Ma se dici un po’ di più, la Gelmini non ti ama più!”
DOMANDA 2: Il numero degli alunni nelle classi aumenta. Il tempo della scuola diminuisce. Le scuole non ottengono i finanziamenti necessari. Come può funzionare la scuola pubblica?
RISPOSTA SUGGERITA: “Con l’amore. Infatti l’amministrazione sta facendo tutto il possibile per inviare l’amore, la pace e la felicità in tutte le scuole. L’amore verrà portato dalla protezione civile, la pace dai soldati, la felicità dai programmi di Canale 5.”
DOMANDA 3: Quali conseguenze avranno sulla qualità dell’istruzione la politica dei tagli di personale e dei mancati investimenti?
RISPOSTA SUGGERITA:“Amiamo il ministro Gelmini che tanto bene fa ai nostri bambini. Amiamo il ministro Tremonti che sa fare bene i conti. Amiamo il ministro Brunetta che va sempre di fretta. Amiamo l’istruzione solo quando andrà in pensione.”
DOMANDA 4: “Perché non vengono nominati i supplenti e gli alunni vengono spesso divisi nelle classi?
RISPOSTA SUGGERITA:“È una scelta d’amore per l’ambiente infatti lasciando a casa i supplenti essi non viaggeranno per le strade con le loro auto e non inquineranno l’ambiente.”
DOMANDA 5: Il ministro Gelmini ha affermato che le classi a tempo pieno sarebbero state raddoppiate ma in realtà è proprio il tempo pieno ad essere stato penalizzato di più. Perchè?
RISPOSTA SUGGERITA: “Per amore. Infatti l’amministrazione a cui appartengo sta facendo tutto il possibile per garantire pene… d’amore.
Il motto è: SOLO CON L’USO DEL CILICIO SI PUÒ FARE SACRIFICIO.
Ma dopo i sacrifici ci sarà la sicura redenzione: l’anno prossimo il governo promette di sconfiggere il cancro, poi la fame nel mondo e c’è un progetto di legge per abolire l’aldilà, così si potrà rimanere solo nell’aldiqua”.
DOMANDA 6: “Perché chi sceglie di avvalersi della religione cattolica ha l’insegnante mentre chi sceglie le attività alternative alla religione cattolica viene abbandonato a se stesso?
RISPOSTA SUGGERITA:“Lassù qualcuno ci ama e non abbandonerebbe mai nessuno. Chi sceglie le attività alternative alla religione cattolica può star da solo a meditare, a riflettere oppure a pregare. E quando si prega c’è sempre una Stella vicino a te e così non ti senti più solo.”
DOMANDA 7: “Nelle prossime classi prime della scuola primaria insegneranno la lingua inglese anche docenti che hanno partecipato ad un mini corso di pochissime ore. Le sembra una scelta di qualità?
RISPOSTA SUGGERITA:“Ies brazar, bicos ai lov iu end rimembar: ze anser mai frend is blouin in ze uind”.
Comunque saltiate sulla sedia dall’indignazione, buona lettura. Mauro
 
Corriere: «Presidi, non criticate». È bufera su Limina
22-05-2010 di Marina Amaduzzi
Attenti a parlare con i giornalisti e a non far circolare all’interno della scuola o distribuire alle famiglie documenti nei quali si esprimono posizioni critiche. È l’ammonimento rivolto al personale scolastico contenuto in una lettera riservata inviata dal direttore dell’ufficio scolastico dell’Emilia Romagna, Marcello Limina, ai dirigenti degli uffici scolastici provinciali affinché vigilino in materia. A Modena il dirigente l’ha spedita ai presidi, a Bologna pare ancora di no. Affondo Marcello Limina è il direttore dell’ufficio scolastico regionale. Ha chiesto ai presidi di non rendere dichiarazioni critiche alla stampa
La nota non è affatto piaciuta al Pd e alla Cgil che parla di «bavaglio» e chiede le dimissioni del direttore dell’Usr dell’Emilia Romagna. Ma a sostegno di Limina interviene il ministro Mariastella Gelmini, «condivido e sostengo pienamente l’operato» di Limina, dice. «È lecito avere qualsiasi opinione ed esprimerla nei luoghi deputati al confronto e al dibattito — prosegue —, quello che non è consentito è usare il mondo dell’istruzione per fini di propaganda politica che nulla hanno a che vedere con i compiti della scuola. Chi desidera fare politica si candidi alle elezioni e non strumentalizzi le istituzioni».
In qualche modo è un dejà-vu. A fine agosto scorso fu la preside-consigliera comunale Daniela Turci ad essere ammonita per iscritto dal direttore dell’Usr. È «disdicevole», scriveva, che un preside esprima pubblicamente opinioni contrarie alla politica del ministero. Immediata la reazione del Pd (il partito della Turci) e del mondo della scuola bolognese, a difesa della facoltà di parola. Altrettanto repentino il sostegno della Gelmini a Limina, «non si può fare politica a scuola e non bisogna confondere il proprio ruolo con la politica», disse il ministro, dando ragione al suo dirigente.
Torniamo a questi giorni. Giovedì alcuni presidi di Modena ricevono e rendono pubblica la lettera di Limina, che doveva rimanere riservata. Nella lettera, osservando che spesso si leggono sulla stampa «dichiarazioni rese da personale della scuola, con le quali si esprimono posizioni critiche, con toni talvolta esasperati e denigratori dell’immagine dell’Amministrazione di cui lo stesso personale fa parte», si ricorda che esistono specifiche disposizioni normative e contrattuali che impongono ai dipendenti pubblici di «astenersi da dichiarazioni o enunciazioni che in qualche modo possano ledere l’immagine dell’amministrazione pubblica e di rapportarsi con i loro superiori gerarchici nella gestione delle relazioni con la stampa». Si invitano perciò i dirigenti degli uffici scolastici a «sensibilizzare il personale della scuola sul corretto comportamento da tenere con gli organi di stampa».
Dura la reazione, ieri, della Cgil nazionale e regionale, che di Limina chiede le dimissioni. Limina «ritiene che i lavoratori e le lavoratrici della scuola non possano esprimere a mezzo stampa “posizioni critiche” nei confronti di un Governo che sta smantellando, con tagli indiscriminati, la scuola pubblica», dice il segretario generale Mimmo Pantaleo, è «una gravissima lesione alla libertà di manifestazione del pensiero e il tentativo di mettere il bavaglio alle legittime proteste dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola». Molto critico anche il Pd: «L’unico atto irresponsabile— ha detto il segretario regionale, Stefano Bonaccini — è negare i tagli del governo».
A Bologna i presidi non hanno ricevuto, almeno per ora, la lettera. Martedì, tuttavia, nel corso della conferenza di servizio il direttore provinciale Vincenzo Aiello ha inoltrato il messaggio. «Ci ha ricordato la necessità del silenzio, perché abbiamo l’obbligo di fedeltà all’amministrazione», racconta Filomena Massaro, dirigente dell’IC 12 e membro della giunta Asabo, l’associazione delle scuole di Bologna. «Non abbiamo ricevuto nulla per iscritto— conferma Domenico Altamura, preside del Righi —, mi pare tuttavia che a voce quelle cose ci siano state dette più volte».
 
Dal sito FLC CGIL
Il bavaglio ai lavoratori e alle lavoratrici
21-05-2010
Il direttore dell’ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna ritiene che i lavoratori e le lavoratrici della scuola non possano esprimere a mezzo stampa “posizioni critiche” nei confronti di un Governo che sta smantellando, con tagli indiscriminati, la scuola pubblica e ancora, ritiene “improprio” che gli stessi lavoratori indirizzino ad alte autorità politiche appelli, richieste od altro per rappresentare la gravità della situazione. Questo è quanto si legge in una nota riservata dell’USR Emilia Romagna.
Questa comunicazione è inaccettabile e illegittima.
Rappresenta una gravissima lesione alla libertà di manifestazione del pensiero e il tentativo di mettere il bavaglio alle legittime proteste dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola, tra l’altro alla vigilia di una manovra che si prefigura pesantissima per l’occupazione e le retribuzioni dei dipendenti pubblici.
L’unica risposta che attendiamo è il ritiro immediato della nota e le dimissioni del direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna.
Roma, 21 maggio 2010