Da qualche settimana la stampa e la televisione hanno dato notizia di una ricerca Eurispes, sul sistema scolastico italiano. Gli esiti della studio sono stati successivamente presentati a Milano dal 15 al 18 maggio in un convegno organizzato dalla Fondazione Liberal.
Questa indagine, introdotta da un sottotitolo: “Una scuola moderna per un paese più competitivo“, tocca diversi temi di interesse scolastico; in questa sede vorrei dedicare la mia attenzione a quello relativo alla riforma Moratti.
Infatti il rapporto Eurispes-Liberal si è proposto di raccogliere le opinioni di 1.500 genitori per verificare “aspettative e gradimento dei cittadini” sul sistema scolastico italiano e su alcuni aspetti della riforma Moratti: in particolare l’introduzione dello studio di una lingua straniera e l’utilizzo del computer fin dal primo anno della scuola primaria, la possibilità di accedere alla scuola pubblica a partire dai 5 anni e mezzo, la composizione delle commissioni di maturità, l’alternanza scuola/lavoro, la reintroduzione del voto di condotta e la possibilità per le Regioni di introdurre nei programmi scolastici discipline legate alle realtà locali.
La stampa riporta che dalla lettura dei dati, emerge, nel complesso, una valutazione positiva sui provvedimenti della riforma Moratti. Mi sembra evidente che non potesse essere altro che così!!!
Credo fortemente che ogni ricerca nasca da interessi e bisogni specifici di chi, commissionandola o sostenendola, intende verificare alcune ipotesi. La definizione del contesto, la scelta dei tempi, le modalità di indagine, la delimitazione dei contenuti sono funzionali al raggiungimento del risultato ma, nel caso del sondaggio, divengono elementi determinanti e fuorvianti quando ciascun intervistato è condizionato da informazioni di base incomplete e bugiarde.
Provo a spiegarmi.
Primo dato di contesto. Di quale riforma hanno chiesto valutazioni i ricercatori: di quella vera o di quella imbellettata dai mass media? La scelta dei temi non lascia dubbi: hanno posto solo le domande che volevano per sentirsi rispondere solo quello che volevano.
Secondo dato di contesto. Negli ultimi tempi la televisione ha dedicato poco spazio alla scuola in generale ed alla riforma in particolare. Quando lo ha fatto, ciò è avvenuto nel salotto ruffiano del potere, alla presenza dei buffoni di corte più fidati, col sostegno degli alleati fidati; hanno pertanto diffuso informazioni parziali, infiocchettate e decorate appositamente per creare consenso e per evitare critiche.
In modo quasi analogo sulla stampa, le riflessioni e gli approfondimenti dedicati alla scuola sono stati scarsi e quasi assenti. Non è stato sempre così; ad esempio ai tempi del dibattito sulla riforma Berlinguer si leggeva spesso sui quotidiani l’opinione di editorialisti di fama che trattavano di scuola con passione, attenzione, pensiero critico. Dove sono finiti quegli articoli? Dove sono finiti il pensiero critico, l’attenzione e la passione? Purtroppo credo proprio che siano stati comperati anch’essi, insieme ai giornali, da chi di interessi ne ha ovunque e legittima il loro evidente conflitto con arroganza e presunzione.
Terzo dato di contesto. Liberal, la fondazione che ha redatto il rapporto insieme ad Eurispes, è presieduta dall’onorevole Ferdinando Adornato (Forza Italia) che è anche presidente della VII Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera. A quali risultati potrà essere interessato l’onorevole Adornato? Potrebbe mai collaborare per una ricerca neutra con la possibilità che alcuni aspetti della riforma possono essere valutati negativamente dall’elettorato? Non credo proprio!
Quarto dato di contesto. Lo studio non ha previsto un sondaggio fra i docenti. Che questo governo abbia paura del dissenso? Risulta evidente che nello studio Eurispes/Liberal non si è voluto chiedere un parere agli insegnanti sulla riforma Moratti perché il governo di destra non ammette critiche e non tollera contestazioni; appare altrettanto trasparente che i genitori, a cui non è stato chiesto di esprimere un giudizio su elementi significativi, sono stati pilotati, loro malgrado.
Nessuno ha spiegato ai genitori intervistati che questo governo ha ridotto drasticamente le risorse umane e materiali e quindi è soltanto pura propaganda fine a se stessa offrire inglese ed informatica sin dalla prima elementare. I genitori intervistati non sono stati informati dei tagli che questo governo ha effettuato sui fondi destinati alla scuola pubblica a vantaggio delle scuole private; non sanno che dovranno pagare per avere delle ore di insegnamento visto che questa riforma riduce in maniera sostanziale il tempo scuola; non sono a conoscenza del fatto che il ministro Moratti intende avviare una riforma senza l’impianto strutturale fondamentale per sostenerla.
Qualcuno non ha spiegato ai genitori intervistati che la riduzione dell’orario contrasta con l’abbondanza di contenuti proposti; che, con l’iscrizione anticipata alla scuola elementare, si creeranno delle classi disomogenee ed i bambini si troveranno di fronte a richieste inadeguate; che l’istituzione del maestro prevalente cancella tredici anni di esperienze di collaborazione fra docenti ed elimina l’idea di condivisione della classe. I genitori intervistati non erano al corrente che oltre il 90% dei Collegi dei Docenti ha rifiutato la sperimentazione proposta, in maniera scellerata, lo scorso anno.
I genitori intervistati lo sapevano che a 12 anni e mezzo i loro figli saranno chiamati a fare una scelta definitiva per la loro vita: studiare o lavorare?I genitori intervistati, come pure la maggior parte dell’opinione pubblica, non ha avuto modo di sentire o di leggere opinioni critiche a proposito della riforma Moratti!
A me non piace questa idea di scuola: non la accetto come insegnante e non la condivido come genitore. So che viviamo nel tempo del grande condizionamento, delle emozioni guidate, dei falsi valori, dell’alienazione imposta. So che noi non abbiamo televisioni o giornali ma sento che abbiamo bisogno di farci sentire.
Io non so quali siano i modi migliori ma sostengo con forza che dovremo trasformare la nostra rabbia, la nostra delusione, la nostra frustrazione in coerenza, costanza e determinazione tali da imbastire quella rete in cui ognuno di noi possa avere un ruolo importante: una rete informativa, attenta ed efficace; una rete di relazioni che permetta di creare occasioni di dibattito ed ascolto reciproco; una rete costruttiva che conosca gli strumenti che fanno della scuola un luogo di confronto e di progettazione autonoma.
La scuola della Moratti darà di più a chi ha già di più e darà di meno a chi ha già di meno; la scuola del governo Berlusconi è una scuola azienda e non una scuola comunità; è una scuola classista che intende fabbricare ruoli e non formare persone; è una scuola che separa e non unisce; è una scuola dell’emarginazione e non dell’integrazione.
Non è più sufficiente criticare queste idee; occorre continuare, con impegno, a progettare la scuola in cui crediamo; progettare insieme alle persone che stanno dentro e fuori dalla scuola; progettare per costruire e realizzare la società che vogliamo.
Il consenso bugiardo dei genitori alla controriforma Moratti