Ho lavorato per quasi 43 anni nella scuola pubblica ma non ho nulla in contrario al fatto che enti e privati possano istituire scuole purché lo Stato non ci metta un euro, visto che già garantisce l’istruzione pubblica (o dovrebbe farlo).
Allo stesso modo non sono contrario alla scelta dell’educazione parentale da parte delle famiglie purché, anche in questo caso, non si siano oneri a carico dello Stato.
So di essere ingenuo ma non così tanto da non sapere che sia lo Stato che gli Enti Locali inviano contributi alle scuole private… spesso senza adeguati controlli sui contratti di lavoro dei dipendenti o sulle condizioni degli ambienti o ancora sui costi a carico delle famiglie che hanno figli con disabilità che spesso si sobbarcano per intero il costo dell’insegnante cosiddetto “di sostegno”.
Conosco i motivi di chi sostiene i finanziamenti pubblici alle scuole private ma non li condivido e, nei tavoli attorno ai quali mi son seduto, li ho contrastati.
Resto fedele al dettato costituzionale che recita: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”.
Pochi giorni fa, ho letto l’ennesima proposta anticostituzionale della Lega a cura del politico Rossano Sasso, già sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione.
Sull’onda del caso mediatico noto come quello della “Famiglia nel bosco”, il Sasso ha proposto un bonus annuo tra gli 800 e i 1700 euro ad ogni famiglia che scelga l’educazione parentale cioè che decida di educare i propri figli a casa.
Come già detto, nulla in contrario ad una scelta legittima dei genitori come quella dell’educazione parentale purché sia “senza oneri per lo Stato” perché la scuola non è un servizio a domanda individuale ma un servizio pubblico o, come diceva Piero Calamandrei, un vero e proprio organo costituzionale.
Il Sasso, invece, come ogni politico “cioccapiattista” intollerante alla Costituzione e ai beni pubblici, cerca di raccogliere consensi in maniera facile senza indicare dove prenderebbe i soldi per fare una simile manovra.
Chiedo al Sasso: visto che sono circa 16.000 gli alunni e le alunne che si avvalgono dell’opportunità dell’educazione parentale, dove prenderebbe questi circa 20 milioni di euro per fare questa manovra?
Temo che il Sasso abbia lanciato un altro SASSO contro la CARTA costituzionale perché poi userà la FORBICE per tagliare ulteriori fondi alla scuola pubblica.
Anche contro questo genere di “giochetti” c’è bisogno di grande chiarezza, fermezza e serietà per opporsi, in maniera determinata, all’ennesimo disegno di distruzione della Costituzione.