L’approvazione della Legge sull’autonomia differenziata è un grave attacco all’impianto costituzionale del nostro Paese. Nel proporre differenti livelli di autonomia tra le Regioni a statuto ordinario, divide l’Italia e danneggia sia il sud che il nord, impoverisce il lavoro, compromette le politiche ambientali, colpisce l’istruzione e la sanità pubblica, smantella il welfare universalistico, penalizza i comuni e le aree interne, aumenta la burocrazia e complica la vita alle imprese, frena lo sviluppo.
Per tali ragioni l’abrogazione della legge si rende necessaria ed è a difesa dell’unità del Paese.
Come effettuare la firma

  1. Clicca sul link seguente: https://pnri.firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/500020
  2. Clicca su accedi con lo SPID, la CIE o la CNS
  3. Scorri l’elenco delle iniziative e clicca su “Contro l’autonomia differenziata. Una firma per l’Italia unita, libera, giusta” (il numero dell’iniziativa è 500020)
  4. Premi su sostieni iniziativa, clicca su continua e nuovamente su sostieni iniziativa

Naturalmente si può firmare ai tanti banchetti presenti sui vari territori anche in questi caldi giorni estivi.
AUTONOMIA DIFFERENZIATA??? LA TUA FIRMA…LA FERMA
Da giovedì scorso è attiva la piattaforma pubblica per la raccolta delle firme digitali per i referendum contro l’autonomia differenziata. In pochissimi giorni si è già arrivati a oltre il 60% delle firme necessarie (303.516 su 500.000 al 30 luglio alle ore 18).
Quindi coraggio… FERMA, FIRMA, inFORMA

P.S. IL REFERENDUM ABROGATIVO
Il referendum abrogativo di una legge ordinaria, come quella sull’autonomia differenziata, deve superare una serie di requisiti prima di poter essere convocato, come la raccolta di 500mila firme di cittadini, e deve superare nelle urne il quorum di almeno il 50% più uno degli elettori aventi diritto. Entro il 30 settembre le firme devono essere depositate in Cassazione, che ne fa il conteggio e controlla che siano state raccolte secondo i requisiti richiesti. Se la Consulta ammette il quesito il governo convoca il referendum che si celebra una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno.