Caro Ministro dell’Istruzione e del Merito, ho letto il tweet relativo alla sua volontà di mettere un tetto di alunni stranieri nelle classi e alla necessità di coinvolgere i loro genitori nell’apprendimento della lingua italiana.
È davvero sgrammaticato e senza argomentazioni forti a supporto della sua tesi.
Mi auguro che non scriva lei direttamente i suoi tweet ma qualcuno del suo ufficio stampa. In ogni caso, prima di pubblicarli dovrebbe controllarli meglio perché la figuraccia è tutta sua, visto che il tweet è firmato Giuseppe Valditara.
Mi permetterà quindi di risponderle con l’ironia sufficiente per resistere facendo questo mestiere sapendo che proprio il Ministro dell’Istruzione compie errori madornali.
Caro ministro, non se la prenda, si fa per ridere un poco… anche se da ridere c’è davvero ben poco.

“Carro minestro dell’ostruzione che sta in Val Di Tara,
lei e il minestrello Salva i Vini avete scriticato la squola che ha deciso di fare la festa per la fine del Rataplan.
Non sonno da cordo! Ma non lo sapevate che abbiamo l’auto non mia e gli amplessi squolastici possono fare le date di sospensioni che voressero purché rimanebbero 200 giorni di lezzione? Sapevatelo!
Poi aieri, a letto, ho letto quelo che ha scrivesto sul twister: dicete che volete mettere le tette alle classi dove ci stanno gli studenti estranei senza sapere che le tette più in alto ce l’anno già perché gliele ha messe la vostra collegata Fustella Gelmini.
Lei scrivi anke che i genitali degli studenti devono essere sconvolti nel prendimento della lingua tagliana e, su cuesto, sono in sinfonia con lei.
Un consilio di classe: se lei vorrebbero scrivere in itagliano i suoi tuit, allora dovresse riffare le squole alimentari perché la punteggiatura l’ascia a desiderare e il suo scagionamento è un poco storto.
Ecchè dire dei verbi… in principio il suo era un verbo poi è diventato serbo.
Potresse fare purè frasi più accorte con i verrbi scrivuti nel modo e nel tempo giu’ sto.
In somma, il conte Nuto e la forma saressero da rivvedere.
Forse è melio se invece di parlare di “umigliazione come fattone di crescita” lei si impegnassero per spremere i suoi pensieri in un mood più coretto altrimenti quando arriverano le erezioni i cittadini vottanti non staressero con lei in tanti.
Con affettato:
un ammaestro della squola che è propio un tagliano vero”