Il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara ha invitato l’intera comunità scolastica a osservare un minuto di silenzio alle ore 11.00 di martedì 21 novembre in memoria di Giulia Cecchettin e di tutte le donne vittima di violenza.
Nel mio piccolo….
NON CREDO AI MINUTI DI SILENZIO
Credo a chi insegna ad ascoltare, a pensare e a parlare.
Credo a ore e ore di parole collettive che servano a costruire consapevolezza e cultura su chi e che cosa è mancato, manca e non dovrebbe mai mancare.
NON CREDO A CERTI POLITICI IPOCRITI
Credo alle persone che sanno condividere l’intensità di un silenzio al momento giusto.
NON CREDO ALLE FRASI DI CIRCOSTANZA
Credo a chi educa all’affettività e al rispetto, a chi insegna l’alfabeto delle relazioni, a chi insegna ad ascoltare, a chi coltiva la cultura, a chi difende i beni comuni, a chi cura la bellezza, a chi coltiva la vita.
NON CREDO ALLE GIORNATE DI LUTTO
Credo ad anni di impegno per far vivere la scuola come un’officina di saperi, un laboratorio di relazioni, un terreno di speranze, una fabbrica di futuro e una palestra di democrazia.
NON CREDO NELLA REPRESSIONE.
Credo che occorra scommettere sull’educazione e sulla prevenzione.
NON CREDO NELL’INDIGNAZIONE DIFFUSA
Credo nella determinazione quotidiana nel perseguire gli obiettivi della scuola della Costituzione.
NON CREDO IN 12 ORE ANNUALI DI “EDUCAZIONE ALLE RELAZIONI”
Credo che il ministro Valditara ed i partiti che non hanno firmato la Convenzione di Istanbul contro la violenza di genere non siano credibili quando propongono iniziative di contrasto alla violenza sulle donne (leggi Lega e Fratelli d’Italia).
Credo in un piano di formazione pluriennale che insegni agli operatori della scuola, della giustizia e delle forze dell’ordine come superare gli stereotipi e i pregiudizi.
Credo nel rispetto delle diversità, nell’affrontare i conflitti in modo costruttivo.
Credo che ogni insegnante dovrebbe parlare con i propri alunni e le proprie alunne non soltanto dei programmi di studio ma anche dei programmi di vita.
Credo che la scuola da sola non basti se non si coinvolgono anche le famiglie.
NON CREDO NELLA RASSEGNAZIONE
Credo che la rabbia ed il coraggio, insieme alla determinazione e alla responsabilità, debbano essere buoni compagni di viaggio di chi ha ancora la forza di credere in un Paese diverso.
NON CREDO NELLE SOLUZIONE DEL PASSATO
Credo che tutti noi crediamo in un futuro diverso, in un futuro migliore.
L’HO GIÀ SCRITTO… NON CREDO AI MINUTI DI SILENZIO
Anche per questo, oggi si dovrà parlare in classe di quel che è successo a Giulia Cecchettin a partire da quello che i bambini e le bambine sanno e hanno ascoltato dalla televisione. Non c’è un percorso stabilito ma bisognerà trovarlo insieme. Non sarà per niente facile ma bisogna farlo.
Bisogna farlo perché è solo seminando educazione e coltivando rispetto tutti i giorni che potremo raccogliere i frutti di una possibile convivenza pacifica.
Non credo ai minuti di silenzio

Un minuto di silenzio ha senso per ricordare chi muore prematuramente o per un incidente, non per un femminicidio oltretutto in età così giovane e tra persone colte.
Un lavoro di ascolto dei bambini e di tutto ciò che una tale esperienza lascia nel loro animo, sono convinta anch’io sia la strada per uscire dalla paura e costruire insieme rispetto, fiducia in sé stessi e nell’altro.
Concordo con ogni tua parola maestro Mauro