I bambini non mi hanno mai chiesto: “Professore, quale fede professi?” e non lo hanno mai fatto per due motivi: sanno che io non sono un professore ma un maestro e poi sanno anche che sono di “fede” interista, anche se il mio sport preferito è il rugby, praticato in gioventù.
Qualche anno fa, un bambino della mia classe mi regalò un bellissimo disegno con il ritratto di Lautaro Martinez, attaccante dell’Inter e dell’Argentina campione del mondo.
Dopo averlo ringraziato tanto gli ho detto che sarebbe stato bello farne avere una copia anche al calciatore.
Lui stupito, incredulo e sfiduciato mi rispose che sarebbe stato impossibile.
Risposi a quel bambino che: “Le cose belle sicuramente non succederanno se non proviamo a farle succedere noi. Pensa a come sarebbe bello poter avere una foto di Lautaro con il suo ritratto fatto da te”.
Lui mi guardò come se fossi un piazzista da quattro soldi e, sconsolatamente realista, tornò al suo banco con gli occhi che mi dicevano: “Ma va là! Figuriamoci se può succedere una cosa del genere”.
Mi ha colpito la sua espressione: era quella di un bambino rassegnato, sembrava provasse consapevolezza nei confronti di una realtà triste, assomigliava ad un adulto che aveva perso irrimediabilmente la capacità  di sognare, di stupirsi e di meravigliarsi.
Non ho dimenticato quell’espressione.
Così qualche mese dopo quel dialogo fra me e quel bambino, quando l’Inter venne a Ferrara a giocare, provai in tutti i modi a raggiungere il calciatore per tentare la consegna del disegno ma niente da fare. Risparmio qui le vicissitudini e la quantità di persone coinvolte; alla fine ho trovato qualcuno che facesse da tramite, il quale mi ha detto che l’aveva consegnato ma, tranne qualche autografo di altri calciatori a cui non ero interessato, nessuna prova fotografica.
Ieri, a distanza di tre anni, Lautaro Martinez e l’Inter sono tornati a Ferrara per giocare una partita amichevole.
Ieri, a distanza di tre anni, non mi sono scordato l’espressione di quel bambino e ho provato ad intrufolarmi nel gruppetto di tifosi che aspettavano il treno che portava i calciatori dell’Inter a Ferrara.
Per farla breve, sono riuscito faticosamente a consegnare il disegno di Lautaro Martinez a Lautaro Martinez il quale gentilmente mi ha concesso di farsi fotografare con il suo ritratto.
Ho spedito subito la foto a quel bambino di allora (ormai è alle scuole superiori) ma qui, per scelta, non scrivo quello che ci siamo scritti.
Posso solo dire che la sorpresa è stata tanta, che le emozioni sono state forti, che è bello sorprendere e sorprendersi ma, soprattutto, fa stare bene la speranza che qualcuno abbia capito che “Le cose belle sicuramente non succederanno se non proviamo a farle succedere noi”.

P.S. Sono stato alla partita ieri sera. Lautaro Martinez ha segnato due volte ed io sono riuscito a fotografare dagli spalti, subito dopo i gol, le sue espressioni che mi piace immaginare interpretino un bel messaggio: “Si può fare!