Nella scuola del mondo alla rovescia si può stare tranquilli perché va tutto molto bene.
Nella scuola del mondo alla rovescia si insegna a subire la realtà invece che a cambiarla, a dimenticare il passato invece che ad ascoltarlo, ad accettare il presente imperfetto invece di immaginare un futuro anteriore, a vedere il prossimo come una minaccia e non come una promessa.
Nella scuola del mondo alla rovescia le parole vengano usate alla rovescia: per educare si mette in atto “un’umiliazione”, un’aggressione fascista davanti ad una scuola diventa “una animata discussione fra giovani”, fare la guerra si dice “esportare la democrazia”, un Paese che ne invade un altro fa una “guerra umanitaria”, per proteggere chi non paga le tasse si usa lo “scudo fiscale”.
Nel scuola del mondo alla rovescia i valori sono alla rovescia: si disprezzano l’onestà, la sincerità, l’altruismo, la solidarietà, la generosità, la cooperazione e si ricompensano la disonestà, la falsità, l’egoismo, il menefreghismo, l’avarizia, la competizione.
Nella scuola del mondo alla rovescia la nostra Costituzione antifascista per non scricchiolare deve essere unta con l’olio di ricino, sistemata con il manganello e poi verniciata di nero.
Nella scuola del mondo alla rovescia alcuni ministri d’istruzione fanno distruzione.
Nella scuola del mondo alla rovescia l’anagramma di “Giuseppe Valditara” non è “sappiate divulgare” ma “palude spregiativa”.
P.S. Le vignette usate sono di Mauro Biani.
Palude spregiativa