Il Presidente del Senato: Ignazio Benito Maria La Russa ha predisposto un disegno di legge per fare in modo che i nostri studenti e le nostre studentesse possano scegliere di fare 40 giorni di naja.
Secondo il Presidente del Senato è cosa “buona e giusta” perché la ripropone dopo averla già presentata nel 2008 quando era Ministro della Difesa.
Secondo il Benito contemporaneo, con un addestramento militare, i ragazzi imparerebbero “l’amore per l’Italia, l’amore per la Patria, il senso civico, il dovere che ciascuno di noi ha di aiutare gli altri in difficoltà“.
Secondo l’italiano La Russa, è giusto che questi ragazzi abbiano poi un punteggio maggiore per la maturità, che quel periodo valga come un esame per l’Università e che abbiano assegnato un punteggio aggiuntivo per tutti i concorsi pubblici.
Viene da chiedersi il senso di questa operazione militaresca in questo periodo ma soprattutto c’è da chiedersi…
Il senso civico e il dovere di aiutare gli altri si imparano obbedendo agli ordini, magari con un fucile in mano?
Il Presidente del Senato avrà mai sentito parlare dei compiti assegnati alla scuola dalla Costituzione?
È questa la considerazione che questo governo ha della scuola e dello studio? Libro e moschetto?
È questo il merito di cui parla il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara? Quelli col fucile saranno più meritevoli?
Quel periodo militare sarà da considerarsi come una specie di alternanza scuola-caserma?
Temo che non si stia preparando un futuro d’istruzione per tutti, ma un futuro senza neanche un apostrofo che divida “d’istruzione” da “distruzione”.

P.S. L’immagine di apertura è di Mauro Biani (2010).
Taci! Il nemico ti ascolta!