La notizia è davvero sensazionale ma sono ancora in pochi a conoscerla: gli studiosi dell’Università finlandese di KissàSeEsiste hanno scoperto che gli esseri viventi non sono i soli ad ammalarsi!!!
Dopo uno studio approfondito, hanno scoperto che anche i comuni oggetti che vediamo per la strada possono soffrire di sintomatologie importanti.
Fra le sindromi scoperte recentemente ci sono: la schizofrenia del semaforo, il capogiro della rotatoria, l’aritmia della linea tratteggiata, il mal d’auto del manto stradale, la disidratazione dell’aiuola spartitraffico, la congestione delle vie del centro, l’astenia del marciapiede e il delirio di onnipotenza dell’autovelox.
Ciò che è ancora più sorprendente è che gli stessi studiosi hanno scoperto anche malattie che interessano addirittura gli spazi aperti.
Fra queste ne hanno descritto una, molto specifica, che colpisce i cortili delle scuole; il fenomeno più evidente, e ancora poco studiato, avviene d’estate.
Una volta che i bambini, i ragazzi e il personale sono in vacanza, essi presentano sintomi molto caratteristici: pallore del manto erboso, secchezza del terreno, congestione delle grondaie, febbre della copertura in asfalto e fragilità dei vasi.
In diversi cortili scolastici si sono notati anche sbalzi dell’umore, sensazione di disadattamento, senso di abbandono e di solitudine.
Gli studiosi finlandesi, durante una seduta psicoanalitica”, hanno raccolto questa testimonianza di una scuola del forese: “Non mi piace quando rimango sola al sabato e alla domenica, non mi piace quando mi lasciano aperta per le elezioni o i referendum perché non ci sono i bambini a farmi il solletico, non mi piace l’estate perché ho paura che gli studenti mi abbiano abbandonata, non mi  piace rimanere da sola al sole”.
Dagli specialisti questa malattia viene detta: “Sindrome depressiva del cortile della scuola”.
Il problema è grave perché se il cortile scolastico non sta bene anche la scuola ne soffre, e se la scuola ne soffre anche il Paese, di conseguenza, non può essere in buona salute.
Bisognerebbe intervenire con metodo ma, in Italia, ormai è chiaro che si parla molto, si conclude poco e che la priorità non è la scuola.
Purtroppo non esistono ancora corsi universitari per “medici spaziali” e nemmeno per “terapisti della riabilitazione estiva dei cortili scolastici”.
Sembra però che qualcuno stia sperimentando cure innovative che possano agire sul benessere dei cortili, quindi sulla scuola e di conseguenza anche sul Paese e sulle persone.

Nel mio piccolo credo che la cura sia facile da trovare; sono anni che propongo altre soluzioni perché le scuole siano sempre aperte, anche d’estate: per manifestazioni culturali, concerti, cineforum, incontri, eventi, sagre, centri estivi, momenti di socializzazione, spazi gioco, …
Mi sembra interessante poter pensare a modi diversi per valorizzare questi spazi cercando di far coesistere i bisogni di aggregazione con quelli di impegno, di creatività, di svago e di partecipazione dei cittadini.
A questo punto avrete capito che l’invenzione degli studiosi dell’Università di KissàSeEsiste e delle malattie degli oggetti e degli spazi è ovviamente uno spunto frutto della mia fantasia per alludere ad un problema serio: quello del sottoutilizzo dei cortili delle scuole in  estate.
Nel Comune di Ferrara ci sono 125 scuole; per l’esattezza 60 scuole statali, 41 scuole private e 24 scuole comunali, di cui 11 date a gestione indiretta.
Per quanto mi è dato sapere, nell’estate 2022, solo presso 8 di queste si svolgeranno i Centri Ricreativi Estivi e in 11 i Centri Estivi Infanzia mentre in tutte le altre non sono previste iniziative.
Perché non cominciare ad impegnarle seriamente anche d’estate?
Bisognerebbe pensare alla scuola facendola essere una scuola per tutto l’anno.

Sullo stesso argomento ho scritto nel 2016 e nel 2017
Scuola cocomero e hamburgher
Curare la depressione dei cortili scolastici