Sogno una scuola che sogni di cambiare la scuola quindi sono il primo a dire che c’è bisogno di un cambiamento ma…
Quando il Presidente del Consiglio Draghi decide di intervenire sulla scuola per decreto senza prima averla ascoltala, comincio a preoccuparmi.
Quando, insieme al Ministro dell’Istruzione, non prevedono una soluzione intelligente al problema del precariato nella scuola, mi aspetto che si aggiunga un altro paradosso ai tanti già esistenti.
Quando, i due politici di cui sopra, immaginano di sostituire il contratto nazionale di lavoro con un sistema basato sulla competizione, sulla valutazione e sulla messa in prova permanente, intuisco una manovra pericolosa.
Quando il ministro Bianchi dichiara che: “Il decreto 36 non compie tagli di spesa ed è intenzione del governo continuare a investire nel settore” confermo che dice una bugia perché nel Documento di Economia e Finanza è già previsto che la spesa per la scuola, nel prossimo triennio, si riduca dal 4,5% al 3,5% del Prodotto Interno Lordo.
Quando si legge nel Decreto Legge n°36 che “al Fondo per l’incentivo alla formazione si provvede mediante razionalizzazione dell’organico di diritto” vedo una scuola dove si taglia sul personale in cambio di qualche spicciolo per gli insegnanti cosiddetti “bravi”.
Quando nello stesso decreto si parla di “mentoring, tutoring e coaching a supporto degli studenti, di leadership educativa, di governance della scuola e nella quale i percorsi di formazione sono definiti con il supporto dell’INVALSI” penso ad un linguaggio falso, presuntuoso, diffeRENZIato che mi ricorda tanto la cosiddetta “buona scuola” che di buono non aveva nemmeno il nome.
Quando si interviene scavalcando il contratto senza alcuna intenzione di rispettarlo rinnovandolo, credo che ci sia da aspettarsi un futuro autoritario.
Quando il clima sociale nella scuola è condizionato dalle scelte dei “Draghi Bianchi”, ho paura perché mi accorgo che stanno lavorando ad una scuola alla rovescia e, di conseguenza, io che non OPERO con gli SCI, decido di fare SCIOPERO.




