Venerdì scorso è stata la giornata dei “Calzini Spaiati”, un’iniziativa nata in una scuola primaria di Aquileia per sensibilizzare sui temi della diversità.
Di solito le giornate dedicate a… mi interessano poco perché sembrano “iniziative usa e getta” a disposizione di chi ha bisogno di farsi uno shampoo alla coscienza una volta all’anno.
Invece questa mi piace perché è nata nel piccolo di una scuola e perché è un’iniziativa che sa di non potersi limitare ad una semplice sfilata di calzini una volta all’anno ma deve praticare, tutti i giorni, il rispetto dell’altro e della sua unicità.
Abbiamo partecipato anche noi in classe seconda. Ci siamo mostrati i calzini a vicenda, ci abbiamo ballato un po’ sopra e ce li siamo fotografati.
Poi ho chiesto ai bambini e alle bambine se conoscevano il significato della giornata dei “Calzini Spaiati”; lo sapevano benissimo perché sono stati proprio loro, l’anno scorso, a sorprendermi presentandosi a scuola con le calze spaiate. Quindi abbiamo parlato insieme di diversità.
Secondo me è molto importante ascoltare i pensieri dei bambini e delle bambine per poi guidarli, con domande-stimolo, verso ragionamenti difficili che però sono in grado di affrontare.
Riporto qui i loro pensieri (le mie domande sono in grassetto, le loro risposte in corsivo. Le risposte simili sono state raggruppate in una sola).
Comunque la pensiate, buona lettura.

Perché noi non siamo tutti uguali come i fogli del quaderno, le matite e le sedie dell’aula?
Perché le nostre mamme e i nostri papà hanno deciso di farci diversi perché loro hanno dei gusti diversi.
Perché altrimenti ci confonderemo; ad esempio, le lumache del libro “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della bellezza” si chiamavano tutte “lumaca” e quando una di loro ne chiamava un’altra, si giravano tutte.
Non siamo tutti uguali perché le mamme fanno i bambini diversi e con carattere diverso.
Perché siamo nati diversi; abbiamo gusti, caratteri, voci, occhi, capelli diversi.
Perché noi nasciamo dalle mamme invece le cose si costruiscono.
Perché se siamo tutti uguali ci si può sbagliare.
Perché Dio voleva avere amici diversi.
Perché siamo nati da mamme diverse.
Perché abbiamo tutti dei sogni diversi.

A voi piacerebbe essere tutti uguali?
Noooooo.

Quindi vi piace che siamo tutti diversi?
Sììììììììììì.

Cosa c’è di bello, per voi, nell’essere diversi dagli altri?
È bello essere diversi perché così il mondo è fatto di tante cose belle.
Ognuno può essere quello che si sente dentro.
Così si possono conoscere meglio tante persone.
La diversità è una cosa bella perché ti puoi distinguere dagli altri.
È bello perché se a me viene in mente una cosa la posso proporre agli altri e anche gli altri possono proporre le loro cose.
Ognuno può scegliere quello che gli piace.
Puoi dimostrare agli altri quello che sei.
Si può fare quello che si vuole.
Se siamo diversi non moriamo tutti nello stesso momento.
Ognuno ha il suo carattere.
Ognuno può inventare qualcosa di nuovo.
Nessuno può imitare come parli e come cammini perché sei unico.
Così si possono festeggiare tanti compleanni.
Ognuno ha i suoi gusti.
È più bello perché ci sono più sorprese.


È naturale che questa discussione deve essere proseguita per affrontare i temi legati alla diversità che non ci piace, che ci fa arrabbiare, che ci destabilizza, che ci provoca.
Limitarsi soltanto a dire che “è bello essere diversi” non ha nessun valore finché rimane soltanto un’enunciazione.
Io credo che se non affrontassimo con i bambini i conflitti che i problemi legati alla diversità possono creare dentro di noi non faremmo educazione. Occorre insegnare che il conflitto è naturale e provare a dare gli strumenti per affrontarlo nei modi giusti.
Se, tutte le volte che si creano conflitti fra bimbi, non ci si ferma a parlare con loro per aiutarli con la mediazione non li si aiuta a crescere perché non gli si insegna ad affrontarli.
Uno degli anagrammi della parola “diversità” è “disertavi”; questa cosa mi piace perché ci vedo un legame: chi rispetta tutte le diversità ha imparato a disertare gli stereotipi, i luoghi comuni, le convenzioni per abbracciare la scoperta dell’altro come essere umano diverso e unico.
Certe “diserzioni” si imparano a casa ma è importante impararle anche a scuola, affrontando i conflitti che naturalmente si presentano in una piccola comunità.
Seguiranno quindi. per chi ne avrà voglia, ulteriori resoconti di discussione in classe.