Il 20 e il 21 settembre 2020 si voterà per un referendum costituzionale che propone la riduzione di un terzo del numero dei parlamentari di Camera e Senato.
Io voterò NO perché non penso che intervenendo con un taglio si possa migliorare la crisi della rappresentanza anzi al contrario la si andrà a peggiorare perché diminuendone il numero, i parlamentari rappresenterebbero un numero troppo alto di cittadini.
Voterò NO perché non credo che con i tagli si risolva la crisi della democrazia partecipativa anzi la si aggraverà perché i candidati saranno scelti sempre più con logiche partitiche e non per la loro capacità di rappresentanza.
Voterò NO perché il mio ideale di democrazia diretta non è votare su una piattaforma, anche se si chiama Rousseau, ma partecipare attivamente.
Voterò NO perché una tale riduzione, in un contesto senza riforme, penalizzerà il modo di decidere.
Voterò NO perché non mi piacciono quelli che parlano di risparmiare sul numero dei parlamentari ma non intervengono prima sull’evasione fiscale e sulle spese militari.
Penso che per risolvere i problemi della scuola pubblica non si possa tagliare un terzo degli insegnanti e del personale Ata ed essere convinti di migliorarla.
Credo che per risollevare la sanità pubblica non si possa eliminare un terzo dei medici e degli infermieri e illudersi di potenziarla.
Son convinto che per risolvere i problemi di una squadra di calcio non si possano togliere 3 o 4 giocatori e credere di vincere le partite.
Dalle mie parti, chi illude i cittadini di risollevare le sorti del nostro Paese con risparmi ridicoli, si definisce “cioccapiatti” [1] e a me non piacciono i rumori molesti.
Nel mio piccolo ho una convinzione: se si vuole migliorare il Parlamento occorre prima migliorare i suoi parlamentari.
Il Parlamento mi sta a quorum e voterò NO.

P.S. Vi invito martedì 8 settembre alle ore 17,30 a Factory Grisù (Ferrara) per un incontro con il professor Gianfranco Pasquino. Comunque la pensiate, ci vediamo lì
[1] In Emilia Romagna, si da del CIOCCAPIATTI a chi millanta di avere grandi doti o spara balle esagerate, anche su qualcosa che ti vuol rifilare, o comunque chi vuol convincerti della bontà delle sue idee facendo pressioni verbali, improbabili promesse, eccessiva opera di convincimento, anche alzando il tono.